L'incertezza palesata dal petrolio nelle ultime giornate, dopo il forte ritracciamento partito dal top del 16 settembre scorso, prova ad essere superata nella sessione odierna, con un tentativo di recupero. 

Petrolio in recupero, ma diversi fattori pesano sui prezzi

Dopo aver mostrato inizialmente un andamento debole, le quotazioni dell'oro nero hanno cambiato rotta e ora si presentano a 52,95 dollari, con un rialzo dello 0,61%.

Il petrolio prova a reagire malgrado le incertezze sulle prospettive dell'economia globale, dopo che gli ultimi dati macro, tanto in Europa quanto in America, hanno evidenziato un quadro improntato alla debolezza.

L'oro nero deve fare i conti anche con l'aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, in vista della ripresa dei colloqui tra i due Paesi questa settimana.

Secondo gli esperti della CommonWealth Bank australiana, la minaccia di ritorsioni da parte di Pechino in risposta alla decisione di Washington di inserire alcune aziende cinesi in una linea nera per le esportazioni, ha reso più difficile il raggiungimento di un accorto tra Stati Uniti e Cina.

Queste tensioni hanno contribuito ad appesantire il recente andamento del petrolio che oggi è in attesa del report sulle scorte strategiche Usa che sarà diffuso nel pomeriggio.

Secondo le indicazioni diffuse dall'Api ieri in serata, le riserve di oro nero dovrebbero salire di 4,1 milioni di barili con riferimento all'ultima settimana, mentre quelle di benzina registrare una pesante flessione di 5,9 milioni di barili.

Titoli oil in rialzo a Piazza Affari, tranne Saras

Intanto il tentativo di recupero del petrolio favorisce un ritorno degli acquisti sui titoli oil a Piazza Affari, dove Tenaris sale dell'1,46%, seguito da ENI che mostra un rialzo dello 0,69%, mentre è più cauto Saipem che si accontenta di un progresso dello 0,16%.