Seduta con i fuochi d'artificio oggi per il petrolio che, dopo aver ceduto poco più di mezzo punto percentuale ieri, riportandosi pericolosamente ad un passo da quota 20 dollari, oggi sfoggia un bel rally a due cifre.

Petrolio: rally a due cifre. I motivi alla base di tanti buy

Negli ultimi minuti le quotazioni dell'oro nero vengono fotografata a 22,4 dollari, con un progresso del 10,07%.
Il petrolio reagisce così con grande vivacità dopo aver testando nuovamente i minimi degli ultimi 18 anni raggiunti lunedì scorso.

Diversi sono i motivi che favoriscono questa netta risalita dei corsi e il riferimento è in particolare ad alcune indiscrezioni.

Come evidenziato da Michael Hewson, Chief Market Analyst di CMC Markets, una è quella relativa alla Cina che stando ai rumor inizierà ad aumentare le sue riserve di Stato.

Pechino dovrebbe avviare l'acquisto di petrolio per la sua Strategic Petroleum Reserve (SPR) e questo potrebbe porre la tanto necessaria distanza tra la soglia psicologica dei 20 dollari al barile e i livelli attuali, come evidenziato da Stephen Innes, Chief Global Market Strategist di AxiCorp.

L'altra indiscrezione invece riguarda l'Arabia Saudita che starebbe sostenendo la cooperazione tra i produttori di petrolio per stabilizzare i mercati del greggio.

Ad alimentare gli acquisti sul greggio sono anche le dichiarazioni del presidente Trump che si è detto fiducioso sul fatto che la Russia e l'Arabia Saudita risolveranno la disputa sul prezzo del petrolio e le divergenze che stanno danneggiando l'industria.

Il petrolio mette le ali ai titoli oil a Piazza Affari

Intanto il forte rally del petrolio sta mettendo le ali ai titoli del settore oil a Piazza Affari, dove ad indossare la maglia rosa è Saipem che scatta in avanti del 9,55%, seguito da ENI che sale dell'8,2%, mentre Tenaris procede in maniera più cauta con un progresso del 5,14%.

Tra i titoli a minore capitalizzazione catalizza gli acquisti Maire Tecnimont con un rally del 3,8%, mentre stona Saras che scende in controtendenza dello 0,97%.

Come detto prima, tanto il petrolio quanto i titoli oil reagiscono da livelli di prezzo decisamente depressi che offrono sicuramente interessanti opportunità di acquisto, da approcciare con la dovuta cautela.

EIN confermato tra le top pick di Goldman Sachs

Proprio quest'oggi gli analisti di Goldman Sachs hanno ribadito la raccomandazione "buy"s su ENI, con un prezzo obiettivo invariato a 13 euro.

La banca Usa conferma il titolo tra le sue top pick nel settore, richiamando l'attenzione sui successi esplorativi che sono tra i punti di forza del gruppo.

ENI sotto la lente di Equita SIM

A scommettere su ENI sono anche i colleghi di Equita SIM che nei giorni scorsi hanno reiterato il rating "buy", con un target price a 15 euro.

Con riferimento alle misure decise dal gruppo per difendere la solidità del suo bilancio e del dividendo, gli analisti di Equita SIM hanno evidenziato che la riduzione del capex decisa da ENI è più drastica delle sue aspettative, il 10%-15% in meno, e più forte di quanto annunciato dalle altre major fino ad ora, circa il 20%.

Gli esperti della SIM milanese ritengono che il taglio di capex e opex possa ridurre il livello di cash neutrality di ENI a circa 40 dollari al barile di Brent.

A questo livello nel 2020 gli analisti calcolano che ENI tratterebbe ad un multiplo prezzo-utile di 18,5/21 volte, generando un free cash flow operative di circa 9 miliardi di euro, quasi del tutto sufficiente a sostenere il nuovo capex da 6 miliardi di euro e il dividendo da 3,2 miliardi.

Secondo gli analisti ENI ha una buona solidità patrimoniale per affrontare la turbolenza dei prezzi degli idrocarburi.

ENI: anche Banca IMI è bullish

Un invito all'acquisto giunge anche da Banca IMI che sul titolo ha una raccomandazione "buy", con un fair value a 12 euro.

Gli analisti hanno accolto con favore la revisione da parte di ENI delle  attività programmate nei prossimi anni, spiegando che questa mossa segue la strategia aziendale di dare priorità al rating del debito e alla distribuzione di dividendi.

Sipem piace a Kepler Cheuvreux

Sono improntati ad un minore ottimismo i giudizi espressi su Saipem che continua a piacere a Kepler Cheuvreux, tanto che gli analisti di quest'ultimo hanno deciso di confermare la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 6,5 a 3,5 euro, valore che offre un potenziale di upside di circa il 53% rispetto all quotazioni correnti di Borsa.

Il broker evidenzia che Saipem beneficia di una buona visibilità grazie al suo solido backlog, segnalando al contempo che l'attività commerciale nell'&C offshore e nella perforazione scenderà, complice l'attuale contesto macro e i prezzi del petrolio.

Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno rivisto al ribasso le stime su raccolta ordini e utili con riferimento al periodo 2020-2022, ma non perdono l'ottimismo su Saipem che a loro dire sarà in grado di affrontare la crisi.

Saipem: Jefferies più prudente ora, bearish la view di Credit Suisse

Cattive notizie invece da Jefferies che nei giorni scorsi ha deciso di cambiare la sua strategia da"buy" a "hold", con un prezzo obiettivo ridotto da 5,5 a 2,3 euro.

Gli analisti hanno rivisto al ribasso anche le stime sull'utile per azione, tagliate del 73% per quest'anno e del 50% per il prossimo.

Una mossa decisa da Jefferies per tenere conto di ricavi molto più bassi in un contesto di forte calo del prezzo del petrolio. 

Bearish la strategia di Credit Suisse su Saipem mantiene invariato il rating "underperform", con un target price a 2,1 euro, valore che si colloca al di sotto delle quotazioni correnti di Borsa.

La banca elvetica ricorda che la divisione drilling offshore è stato il driver che ha contribuito all'Ebitda di Saipem nell'ultima fase di ciclo economico negativo, ma ora questo business non è messo così bene secondo gli analisti.

Tenaris sotto la lente degli analisti

Quanto agli altri titoli del settore oil, nei giorni scorsi Bernstein ha ribadito la raccomandazione "outperform" su Tenaris, con un fair value a 9,8 euro.

Gli analisti segnalano che l'azienda è sottovalutata, evidenziando che anche in uno scenario negativo di lungo termine offre il miglior profilo rischio-rendimento nel settore oil service.

A puntare su Tenaris è anche Morgan Stanley che il mese scorso ha riservato una promozione al titolo, con un cambio di strategia da "equalweight" a "overweight" e un fair value ridotto da 12 a 7 euro.

Maire Tecnimont e Saras: le strategie dei broker

Quanto ai titoli a minore capitalizzazione, due giorni fa Banca Akros ha rinnovato l'invito ad acquistare Maire Tecnimont, con un prezzo obiettivo a 3,3 euro.

Cauti invece i colleghi di Equita SIM che oggi sul titolo hanno lasciato fermo il rating "hold", con un target price a 2,85 euro, dopo che il Cda di Maire Tecnimont ha confermato il dividendo di 0,116 euro per azione e ha deliberato di metterlo in pagamento in più tranche: il 22 aprile, il 30 settembre e il 3o novembre.

Infine, Equita SIM è più ottimista su Saras che invita ad acquistare con un prezzo obiettivo a 1,2 euro, ridotto a marzo in seguito ad un taglio delle stime per il nuovo 2020 sia di domanda che di offerta, due fattori contrastanti per i margini di raffinazione.