Secondo quanto ha riferito l'associazione di settore, nella settimana terminata il 10 maggio le scorse di greggio sono in particolare salite di 8,6 milioni di barili a 477,8 milioni, in controtendenza con le aspettative degli analisti che pronosticavano un calo di 800 mila barili.

Il greggio risente dai dati cinesi

Si è fatta sentire sulle quotazioni dell'oro nero anche la frenata della produzione industriale della Cina, con l'output di aprile cresciuto solo del 5,4%, meno del +6,5% atteso e in rallentamento dal +8,5% di marzo, che segnala come Pechino potrebbe dover aumentare le sue misure di stimolo mentre crescono le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

Petrolio: l'IEA taglia le stime sulla domanda...

Nel frattempo l'International Energy Agency ha tagliato nel suo report mensile pubblicato questa mattina le stime sulla domanda di greggio tanto per il 2018 che per il 2019.

L'organizzazione ha rivisto le sue stime sulla crescita della domanda petrolifera lo scorso anno abbassandole di 70 mila barili giornalieri a 1,2 milioni di barili - per quest'anno, viene fornita invece adesso una stima di 1,3 milioni di barili (-90 mila) - spiegando le modifiche come riflesso di "dati inferiori alle attese provenienti da nazioni con ampi consumi come Egitto, India, Indonesia e Nigeria”; inoltre,  spiega il report, i dati preliminari per quest'anno mostrano una domanda sotto le stime della stessa IEA in paesi come Brasile, Cina e Giappone. 

... ma avverte su un possibile deficit di offerta alle porte

L'IEA ha comunque avvertito che il ritmo di crescita della domanda dovrebbe tornare a crescere nel corso dell'anno. Inoltre, dal surplus di offerta mostrato dal mercato petrolifero nel primo trimestre si potrebbe passare a un deficit più avanti nel corso dell'anno, anche in base alle decisioni sui livelli di produzione dell'Opec che saranno prese alla riunione di giugno del cartello, data la "considerevole incertezza" riguardante l'output in alcuni Paesi produttori, come Iran, Venezuela e Libia.