Il cedola day di Piazza Affari, con 69 società di cui 21 del Ftse Mib impegnate oggi con lo stacco dei dividendi, pesa in avvio di settimana anche sui petroliferi del Ftse Mib (-2,68%) che a metà seduta viaggiano allineati in territorio negativo nonostante l'intonazione positiva dei prezzi del petrolio e alcune buone notizie che hanno interessato nelle ultime ore diverse quotate del settore.

Titoli dell'Oil in ribasso con lo stacco dei dividendi

L'effetto dividendo si fa sentire in particolare su Eni, che segna un -2,87% a 14,41 euro dopo aver staccato la cedola da 0,41 euro per azione a saldo dopo l'acconto di autunno, mentre Tenaris viaggia in ribasso del 2,1% complice lo stacco di un dividendo da 0,28 dollari per azione, pari a 0,25 euro; sempre sul listino principale, cala anche Saipem che cede lo 0,9%, mentre tra i titoli a minore capitalizzazione Maire Tecnnimont registra un affondo del 5,5% e Saras scende del 2,5%. 

Petrolio in rialzo con le dichiarazioni dell'Opec

Intanto alle 14.30 il prezzo del Brent dello 0,14% a 72,31 dollari al barile, in ritracciamento dopo aver toccato nelle scorse ore i 73,5 dollari, massimi dallo scorso 26 aprile.

A supportare il mercato petrolifero, oltre ai nuovi avvertimenti di Trump all'Iran in una serie di tweet in cui ha minacciato ieri la "fine ufficiale" del regime di Teheran dopo gli attacchi contro gli oleodotti sauditi, sono stati nel fine settimana anche alcuni segnali provenienti dal'Opec in vista della riunione di giugno che deciderà sul mantenimento dei tagli alla produzione.