Philip Morris International (Pmi) scommette sulla sua radicale trasformazione verso un mondo smoke-free e nonostante abbia costruito in decenni il suo business miliardario proprio sulle sigarette è convinta di riuscire ad andare oltre. Scommessa che secondo il nuovo chief executive del gruppo di Losanna (dal 2008 separato da Altria, capogruppo di Philip Morris Usa) dev'essere ancora recepita a pieno dal mercato. Jacek Olczak, che in maggio prenderà il posto dell'attuale numero uno André Calantzopoulos (che assumerà invece l'incarico di chairman), è convinto che gli investitori sottovalutino la capacità del colosso del tabacco non solo di realizzare ma di essere protagonista di questa rivoluzione smoke-free. Il titolo Philip Morris international si è apprezzato di poco più del 6% negli ultimi dodici mesi, contro il guadagno superiore al 15% dell'S&P 500.

Per Olczak sono di Pmi i prodotti "a rischio ridotto" più avanzati

Intervistato da Barron's Olczak ha notato come dietro alla rivoluzione di Pmi ci sia prima di tutto la scienza e che i traguardi ottenuti dai prodotti smoke-free del gruppo e la capacità di fare da apripista in molti mercati del mondo dovrebbero permettere di respingere la concorrenza dei rivali minori. Da quando è partita la trasformazione, Pmi ha già investito già oltre 7 miliardi in ricerca e sviluppo e i risultati iniziano a vedersi in primis con la iQOS, per Olczak il "prodotto a rischio ridotto più avanzato", con la scienza più rigorosa alle spalle (la iQOS è la "sigaretta elettronica" in cui il tabacco non viene bruciato ma scaldato). E anche sul vaping (lo svapo, come si dice in Italia, la sigaretta elettronica in senso stretto), il debutto della Veev, per ora solo sul mercato neozelandese, ha fornito indicazioni ottimistiche. Particolarità della Veev il fatto che debba essere attività online da una persona che possa dimostrare di essere adulta, per evitare che finisca in mano a minori.

Un aiuto da Biden, che mette al primo posto la scienza

Una delle sfide più importanti dei prodotti a "rischio ridotto" (la nicotina rimane una droga e le alternative non possono certo dirsi salutari ma sicuramente assai meno nocive della sigaretta tradizionale) non a caso è politica. Il successo della transizione verso un mondo smoke-free ovviamente dipenderà anche dal riconoscimento del "male minore" da parte dei regolatori. Da questo punto di vista Olczak ricorda come la trasformazione di Pmi sia iniziata durante l'amministrazione di Barack Obama e, pur notando che il gruppo rimane super partes dal punto di vista dell'orientamento politico, il fatto che alla Casa Bianca vada qualcuno che mette al primo posto la scienza come Joe Biden potrebbe aiutare la transizione.

(Raffaele Rovati)