MENTRE LA GERMANIA si prepara a dare al via alla nuova fase fiscale dell'Unione Europea, dalla Svizzera rimbalzano voci sempre più insistenti, che la Merkel si starebbe predisponendo una via di fuga nel caso la crisi dell'euro debito dovesse esplodere nel breve e allargare il contagio alla Germania.

IL PIANO B SAREBBE quello dell'immediato ritorno al marco tanto che Berlino si sarebbe in gran segreto organizzata, tornando a stampare la vecchia moneta, in due tipografie elvetiche. La scelta della Svizzera è dettata dal fatto che, stando ai trattati istitutivi dell'Unione Monetaria (Uem), i Paesi che aderiscono all’euro non possono tornare a battere il vecchio conio.

IL GRANDE ESODO dall'euro comunque è già iniziato. L’euro, nato con l’intento di tener testa al dollaro anch’esso in declino ma supportato da un sistema di tutele e cuscinetti più efficace, è diventato ormai una trappola. I problemi sono nati tutti dalle difficoltà dell'Eurozona e della sua politica, immobilizzata dal menefreghismo interessato di Berlino ogni volta che c’è da prendere decisioni importanti.

LE TURBOLENZE sui mercato finanziari in area euro stanno generando situazioni sempre più complesse ed imprevedibili: tra governi commissariati e Paesi super-affidabili come la Francia che improvvisamente iniziano a vacillare, l’ipotesi secondo cui l’esperienza della moneta unica sia vicina al termine, serpeggia come una possibilità molto più concreta di quanto ci si potesse aspettare anche solo pochi mesi fa. E oggi, anche gli stati che, da sempre hanno sognato di entrare nel mondo della moneta unica, si sono resi conto che la politica europea è una trappola.

IN PRIMIS LA POLONIA, dove secondo recenti sondaggi, quasi i tre quarti della popolazione è fortemente contraria all’ abbandono dello zloty, la moneta di Stato.