Piazza Affari arretra con decisione. Vendite su bancari e petroliferi

Sotto pressione anche gli industriali e in particolare Fiat e Pirelli. Tra le banche si difende meglio di altre Unicredit.

Conclusione pesantemente negativa a Piazza Affari dove gli indici hanno terminato gli scambi tutti in rosso, dopo aver tentato invano di spingersi in avanti nelle prime battute. I listini si sono posizionati inizialmente in territorio leggermente positivo, per poi cambiare subito direzione di marcia e imboccare la via delle vendite. Queste ultime si sono intensificate nel pomeriggio in seguito all’apertura di Wall Street che ha visto i tre indici principali ricadere nella rete dei ribassisti, sulla scia dei contrastati dati macro. Nessun aiuto è arrivato dalle parole del presidente Bernanke secondo cui la disoccupazione si manterrà su livelli decisamente alti ancora per diverso tempo. A fine giornata così gli indici di Piazza Affari sono presentati a non molta distanza dai minimi, con il Ftse Mib in rosso dell’1,98%, seguito dal Ftse Italia All-Share che ha ceduto l’1,89%. Segno meno anche per il Ftse Italia Mid Cap e per il Ftse Italia Star che sono arretrati rispettivamente dell’1,22% e dello 0,72%. Tornano le vendite sui titoli del settore industriale che negli ultimi giorni hanno performato meglio di altri, prestando così il fianco alle prese di profitto quest’oggi. Pirelli ha ceduto il 5,22%, mentre Finmeccanica è scesa dell’1,22%, preceduta da Fiat che ha accusato un ribasso del 2,4%, nonostante la notizia secondo cui il Lingotto non sarebbe ancora fuori dalla gara per l’acquisizione di Opel, dal momento che l’accordo siglato tra Magna e GM non è vincolante. Sotto scacco i titoli del settore oil che hanno risentito del ripiegamento dei prezzi del petrolio sotto quota 67 dollari in seguito alla diffusione del positivo report sulle scorte Usa. Tenaris ha ceduto il 4,4%, mentre Saipem ed ENI hanno chiuso in rosso del 2,8% e del 2,31%.