Anche l'ultima seduta della scorsa settimana si è conclusa in maniera contrastata per le Borse europee che nel complesso ha registrato variazioni percentuali piuttosto contenute. L'unico indice che ha guadagnato terreno è stato quello londinese, con il Ftse100 in rialzo dello 0,2%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,36% e dello 0,09%.

La maglia nera è stata indossata da Piazza Affari che dopo il rimbalzo di giovedì è tornata a perdere terreno. Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.392 punti, con un ribasso dello 0,77%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 22.556 e un minimo a 22.346 punti.
Negativo il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha ceduto l'1,34% rispetto al close del venerdì precedente.

Fase correttiva per il Ftse Mib: fin dove si potrà scendere?

La settimana è stata a due facce per il Ftse Mib che inizialmente ha segnato nuovi massimi dell'anno, spingendosi fino all'area dei 22.850. Da questo livello sono partite le vendite, complici anche le cattive notizie arrivate per il segno bancario, con le quotazioni tornate sui minimi delle ultime sedute di settembre.
Non più tardi di una settimana fa avevamo segnalato l'importante dell'ostacolo in area 22.800 che ha svolto egregiamente la sua funzione di resistenza, soffocando almeno per il momento le velleità rialziste del mercato.

Non è facile dire se la discesa partita dei recenti massimi possa considerarsi già conclusa, ma ci sono alcune indicazioni che inducono alla cautela. In primis il Ftse Mib ha fallito il tentativo di recupero al di sopra dei 22.500 punti, dando vita ad un semplice pull-back seguito venerdì da nuove vendite.
Il rimbalzo confezionato nella seduta di giovedì scorso è stato piuttosto contenuto e questo sembra segnalare l'incapacità dell'indice di dare vita ad un recupero degno di nota almeno per il momento.