Un finale di settimana nel segno dell'incertezza per le Borse europee che venerdì scorso hanno chiuso gli scambi nuovamente in calo. A fare eccezione solo il Cac40 che si è fermato appena sopra la parità con un frazionale rialzo dello 0,03%, mentre il Ftse100 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,3% e dello 0,35%.

La maglia nera è stata indossata ancora una volta da Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib fermarsi a 21.355 punti, con un calo dell'1,89%, dopo aver toccato nell'intraday un massimo a 21.660 e un minimo a 21.298 punti.
Pesante il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha lasciato sul parterre il 3,41% rispetto al close del venerdì precedente.

L'indice in avvio di ottava ha provato a spingersi in avanti, ma dopo aver avvicinato la soglia dei 22.500 punti ha fatto subito retromarcia. A ciò ha fatto seguito un movimento correttivo che ha spinto i corsi al di sotto dei 22.000 punti, con una tenuta prima dei 21.800/21.700, seguita però da un'accelerazione ribassista che ha portato le quotazioni venerdì a chiudere gli scambi sul secondo livello più basso dell'anno dopo il bottom del 29 maggio a 21.350 punti.

Il Ftse Mib ripiomba sui minimi dell'anno: cosa aspettarsi ora?

Con il movimento delle ultime giornate il Ftse Mib ha mandato in fumo l'intero recupero partito dai minimi della fine del mese scorso in area 21.100 che si è rivelato quindi un semplice rimbalzo da ipervenduto.
La chiusura settimanale a ridosso di livelli importanti di fatto lascia la porta aperta a due possibili scenari, ma non è facile pronosticare quale dei due potrà realizzarsi.