La chiusura contrastata di ieri è stata seguita oggi da un ribasso corale delle Borse europee che hanno perso tutte terreno, sulla scia dell'andamento negativo di Wall Street. A fine sessione il Ftse100 e il Cac40 sono scesi rispettivamente dell'1,23% e dell'1,38%, mentre il Dax30 ha accusato un ribasso dell'1,7%.

Brutta retromarcia per il Ftse Mib: supporti in pericolo

Ad avere la meglio è stata Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 22.397 punti, lasciando sul parterre l'1,85%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 22.830 e un minimo a 22.208 punti.
Dopo un'apertura in calo l'indice delle blue chips ha anche provato a risalire la china poco sopra la parità, salvo poi imboccare con decisione la via delle vendite. I corsi hanno violato i minimi intraday del 14 e 15 marzo scorsi, fino ad approdare sui 22.200 punti per poi rimbalzare in direzione di area 22.400.

Dopo aver fallito in più occasione la rottura dei 22.800/22.900 punti, il Ftse Mib ha visto indebolirsi un po' la sua struttura tecnica che al momento non ha registrato danni particolarmente rilevati.
Con un pronto ritorno al di sopra dei 22.400/22.500 punti l'indice potrà tentare ulteriori recuperi e tornare a mettere sotto pressione l'ostacolo dei 22.800/22.900 punti. Solo oltre questo livello si avranno spunti rialzisti più convincenti verso i 23.000/23.200 punti prima e in seguito in direzione dei 23.500 punti. Con l'eventuale violazione di questa barriera aumenteranno le probabilità di assistere ad un allungo verso i recenti massimi di periodo in area 24.000.

Segnali di rinnovata debolezza si avranno al di sotto dei 22.400 punti, con primo target i 22.200 e obiettivo successivo area 22.000. L'abbandono di tale soglia vedrà aumentare il rischio di un nuovo test dei recenti minimi di periodo in area 21.500/21.450.
Al momento lo scenario di fondo non cambia per il Ftse Mib che di fatto resta ancora inserito in un trend laterale, anche l'evoluzione delle ultime ore sembra far aumentare i rischi al ribasso.