La scorsa settimana si è conclusa con una seduta in ribasso per le Borse europee che, pur fermandosi a distanza dai minimi intraday, non sono riuscite ad evitare il segno meno. Il Ftse100 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,92% e dello 0,94%, mentre il Cac40 ha riportato un calo dell'1,29%.

Si è difesa meglio degli altri Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 18.683 punti, con una flessione dello 0,7%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 18.418 e un minimo a 18.726 punti.
Negativo anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips è sceso del 2,08% rispetto al close del venerdì precedente.

L'indice in apertura di settimana ha dato vita ad un recupero che però non ha condotto oltre i 19.500 punti, l'avvicinamento dei quali ha fatto scattare nuovamente le vendite. I corsi sono scesi così dapprima in area 18.800/18.700, per poi approfondire la flessione fino ai 18.400 punti, avvicinati nelle ultime due sessioni, prima di un recupero in direzione dei 18.700 punti in chiusura dell'ultima giornata.

Ftse Mib: quali scenari dopo gli ultimi minimi?

Il Ftse Mib nelle ultime sessioni ha aggiornato nuovamente i minimi dell'anno, riportandosi su valori di prezzo che non si vedevano ormai da febbraio 2017. Come dimostrato da quanto avvenuto nelle ultime due giornate, i tentati di recupero dell'indice, anche di un certo rilievo, vengono subito soffocati dal ritorno delle vendite, a dimostrazione di un trend saldamente ribassista.

C'è da dire che l'area dei 18.500/18.400 riveste una particolare importanza visto che anche in passato ha rappresentato una soglia di prezzo di un certo rilievo.
Non è facile dire se il mercato riuscirà a ripartire da questi valori o se invece bisognerà attendere il raggiungimento di livelli più bassi prima di una ripresa credibile nel breve.