E' salito a quattro il numero di sedute consecutive al rialzo per le Borse europee che anche venerdì scorso hanno terminato gli scambi al di sopra della parità, ma con variazioni percentuali molto contenute. Il Cac40 e il Ftse100 sono saliti rispettivamente dello 0,05% e dello 0,08%, preceduti dal Dax30 che ha guadagnato lo 0,13%.

Diverso lo scenario se ci si sposta a Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato a 18.186 punti, con un ribasso dello 0,17%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 18.216 e un minimo a 18.088 punti.
Positivo comunque il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha guadagnato il 2,09% rispetto al close del venerdì precedente.

Fin dove si spingerà il recupero del Ftse Mib?

In avvio di ottava il Ftse Mib è stato penalizzato dallo stacco dei dividendi che ha spinto le quotazioni ad un passo dall'area dei 17.200. Da questo livello è partito un recupero che ha permesso di risalire la china a grandi passi, con un ritorno veloce al di sopra dei 18.000 punti e successivo allungo verso i 18.200. I corsi si sono mossi in quest'ultimo intervallo nelle due sessione prima del week-end, dando vita ad un consolidamento che appare foriero di ulteriori progressi nel breve.

Con la tenuta di area 18.000 il Ftse Mib potrà tentare un attacco all'area dei 18.500, ultimo ostacolo da abbattere prima di un approdo sui recenti massimi di periodo in area 19.000/19.200, dove si andrà a valutare la forza del mercato per verificare l'esistenza di condizioni favorevoli o meno ad ulteriori progressi.

Ritorni al di sotto dei 18.000/17.900 punti farebbero scattare un primo alert visto che profilerebbero il rischio di una discesa verso i 17.500 punti. L'abbandono di questa soglia porterà ad un test dei 17.200, sotto cui la flessione proseguirà verso i 17.000/16.800 punti. La tenuta di quest'ultimo sostegno è cruciale per evitare approfondimenti ribassisti che potrebbero riportare anche sui minimi dell'anno segnati a febbraio in area 16.000/15.800.