L'entusiasmo alimentato dall'accordo dell'Opec sul tetto della produzione di petrolio è durato davvero solo poche visto che già ieri nel pomeriggio i mercati azionari avevano ridimensionato notevolmente i guadagni. Una frenata che sembra aver fatto da preludio al ritorno prepotente delle vendite cui stiamo assistendo oggi sulle Borse europee.

Non è immune dal ribasso Piazza Affari dove il Ftse Mib nella prima ora di contrattazioni è sceso anche al di sotto dei 16.000 punti, evento che non si verificava dallo scorso 3 agosto. Dai minimi è partito un parziale recupero che vede ora l'indice delle blue chips a ridosso dei 16.150 punti, con una flessione più contenuta dell'1,1%.

Bancari sotto pressione a Piazza Affari

A finire nel mirino dei ribassisti sono un po' tutti i titoli del paniere principale, salvo alcune eccezioni come STM e Tenaris che al momento viaggiano in territorio positivo. Le vendite si focalizzano sul settore bancario nel quale ad avere la peggio sono Unicredit e Banco Popolare, con un rosso del 3,5% e del 2,83%, ma la situazione non è tanto migliore per Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Banca Popolare di Milano che arretrano di oltre due punti e mezzo percentuali, al pari di Intesa Sanpaolo e Ubi Banca.

Gli hedge fund ritirano capitali da Deutsche Bank

A scatenare le vendite sono le preoccupazioni legate alla situazione di Deutsche Bank dopo le indiscrezioni secondo cui alcuni hedge fund starebbero ritirando liquidità dal gruppo tedesco e si parla di una fuoriuscita di capitale di diversi miliardi di dollari.

Una mossa da ricondurre ai timori crescenti sulla stabilità della banca tedesca che da parte sua più volte li ha definiti ingiustificati. Deutsche Bank intanto continua a perdere inesorabilmente terreno, con una flessione di oltre otto punti percentuali che ha portato ad esplorare nuovi minimi storici al di sotto di quota 10 euro.