Nell'ambito di un report diffuso in questi giorni, gli analisti di Marzotto Investment sono andati alla ricerca di temi di investimento che non siano eccessivamente intaccati dal coronavirus.

Energie rinnovabili: che tipo di investimento?

Gli esperti sono partiti così dalle energie rinnovabili che hanno caratteristiche tali per cui la redditività dell’investimento non viene inficiata dai timori di recessione, a meno di un cambio di politica dei policy makers che gli analisti ritengono altamente improbabile, data la consapevolezza che l’ambiente deve essere obbligatoriamente preservato e la necessità di sussidiare nuovi disoccupati derivanti dalla sospensione dei progetti.

In un contesto economico e sociale che deve fronteggiare una pandemia, l’unico paese poco attento all’ambiente è ancora una volta quello degli Stati Uniti, che con un provvedimento presidenziale ha cancellato i limiti alle emissioni di CO2 delle automobili diesel imposti dall’Amministrazione Obama.

A parte l’Amministrazione Trump e casi sporadici come il Brasile, agli analisti non risultano tuttavia altre iniziative politiche atte a modificare il trend globale pro-ambiente e volto alla decarbonizzazione.

Energie rinnovabili: la tesi di investimento

La tesi di investimento sulle energie rinnovabili è che il sistema incentivante è fissato per legge, la precedenza dell’immissione in rete dell’energia prodotta da fonti rinnovabili rimane e non è in discussione, il basso prezzo
del petrolio non è un ostacolo e, infine, per il momento non ci sono tensioni finanziarie per questa particolare tipologia di business.

Caratteristiche delle energie rinnovabili

Marzotto Investment House si focalizza sul comunicato con i risultati del 2019 di Alerion, rilasciato il 18 marzo scorso:
“Nel corso del 2020 Alerion proseguirà le azioni già intraprese di riduzione dei costi e di miglioramento dell’efficienza operativa e finanziaria. 

Si proseguirà, inoltre, l’attività di sviluppo mediante il perseguimento di mirate opportunità di crescita organica ed esterna, con l’obiettivo di aumentare la potenza installata del portafoglio impianti sia in Italia sia all’estero, in particolare in Spagna.

Si sottolinea infine che la crisi Coronavirus non comporta criticità nella gestione degli impianti operativi del Gruppo.
A tale riguardo, si evidenzia inoltre che la produzione di energia elettrica è un‘attività di pubblica utilità e non è quindi soggetta a riduzione dell’operatività.”

Riflessioni sul settore delle energie rinonvabili

Questa è stata all’incirca la posizione anche di altri players del settore, anche se ogni società ha caratteristiche diverse a seconda delle energie rinnovabili cui è esposta, dell’età media degli impianti, della diversificazione geografica, del grado di indebitamento.

In linea di massima nemmeno nel 2008 l’industria delle rinnovabili ha avuto particolari criticità, se non per il financing di operatori marginali.

Gli analisti di Marzotto Investment House ricordano infatti che per ogni impianto viene utilizzato un veicolo separato che, ricevuto il financing, è obbligato a trattenere i flussi generati in proporzione al debito da restituire. Il debito complessivo di ogni operatore è perciò frazionato e legato ai singoli impianti.

Quanto c'è da preoccuparsi per il crollo dei prezzi di petrolio e gas?

Una variabile che apparentemente potrebbe preoccupare è il crollo dei prezzi di petrolio e gas, che però non sono in realtà dei veri competitor, dal momento che gli incentivi alle energie rinnovabili sono nati proprio per avere un’alternativa sostenibile e contraria agli idrocarburi di natura fossile.

Tra le altre variabili che potrebbero mettere sotto pressione il settore c’è sicuramente il P.U.N. (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica) su livelli molto bassi, ma ricordiamo che in passato il prezzo è stato sovente al di sotto dei livelli attuali e quindi per il momento non siamo di fronte ad una particolare criticità.

Detto questo, i certificati integrano la differenza tra il prezzo incentivante e il P.U.N.  Per la parte non coperta, le società normalmente si hedgiano in parte vendendo l’energia prodotta a termine e in parte derivati.

Altri aspetti importanti da sottolineare

  • La tecnologia rende sempre più efficienti gli impianti in termini di resa. Il che vuole dire che per mantenere l’attuale redditività, in futuro basteranno incentivi inferiori di quelli attuali.
  • Una manutenzione ben eseguita aumenta la vita utile e la resa degli impianti.
  • I grandi gruppi hanno elevate economie di scala grazie alla manutenzione interna.
  • Il repowering (ovvero la sostituzione completa che nel caso dell’eolico comprende pale e turbina) aumenta notevolmente la resa, ma in Italia è un processo lungo e burocratico, quasi a livello di un nuovo impianto.
  • Il settore delle rinnovabili potrebbe diventare terra di conquista in termini di M&A da parte dei grandi gruppi petroliferi che hanno necessità di diversificare.

Piazza Affari: i principali nomi nelle nergie rinnovabili

Tra i nomi principali gli analisti segnalano Alerion, attivo sull’eolico,  Falck Renewables, attiva in Europa nell’eolico, biomasse e solare che ha appena siglato una joint-venture con ENI per gli Stati Uniti.

Si aggiunge Erg, attiva soprattutto nell’eolico e nell’idroelettrico e Acciona, attiva principalmente nella costruzione e gestione di impianti rinnovabili.

A livello europeo gli analisti citano Siemens Gamesa Renewable Energy, nata dalla fusione tra Siemens e Gamesa, attiva sia nella gestione di campi eolici sia nella costruzione di turbine.

Infine, parlano delle utilities tradizionali più forti nella generazione di energie rinnovabili gli analisti indicano Iberdrola, RWE, Edison (da preferire le risparmio) ed Enel.

Energie rinnovabili: rapporto rischio-rendimento molto positivo

Concludendo, gli analisti di Marzotto Investment House ritengono che le energie rinnovabili siano un business ad elevata generazione di cassa, con una marginalità che può anche superare il 70%.

Come già sottolineato, le energie rinnovabili nascono essenzialmente per l’impegno degli stati di rispettare i principi di sostenibilità sanciti dal Trattato di Kioto.

Da adesso in poi la strada secondo gli analisti è in discesa, perché i vantaggi dell’innovazione tecnologica permettono alle società di essere efficienti e profittevoli anche a fronte di incentivi in calo.

In un contesto drammatico e negativo come quello del Covid 19, gli esperti ritengono che le energie rinnovabili siano un business relativamente esente dalla maggiore parte dei rischi che, invece, contraddistinguono la maggiore parte delle altre industrie.

Esattamente come nel 2008, anche in questa crisi è perciò probabile che le energie rinnovabili, grazie ad una normativa favorevole e alla stabilità dei cash flow, possano mantenere il carattere di difensività.

Evidenziando quindi, sopratutto in un contesto così complesso, un risk-reward significativamente positivo.