Dopo le passate ipotesi di parità tra euro e dollaro a portata di mano ecco che la moneta unica prende la rincorsa per un rally che, dall’inizio dell’anno, ha registrato un +6%.Le Borse, nel giorno dell'Opec, non sembrano essere interessate più di tanto alle sorti del barile, viste le troppe variabili in ampo e lo scetticismo di fondo che accompagna un possibile, credibile rialzo sul lungo termine. Alle 13 Piazza Affari virava al ribasso con un -0,6%  toccando i 21.245 punti, a causa dei timori sulla tenuta del sistema bancario. Il resto d'Europa, invece, nello stesso momento, registrava un andamento più uniforme e soprattutto più ottimista: il Ftse 100 di Londra, infatti, vantava un +0,10%, il Dax arrivava a +0,14% e il Cac di Parigi a +0,25%

Le paure iniziali

Il tutto proprio in un anno che, a causa delle numerose tornate elettorali e dei venti populisti che hanno soffiato da tempo sull’Europa, rischiava di segnare una debacle per l’Unione. Invece, paradosso tra i tanti, proprio le elezioni sono state un o dei trampolini di lancio per ridare fiducia ad un Vecchio Continente sempre più impegnato a difendersi dagli strali della crisi. Quelle determinanti sono state le elezioni presidenziali francesi, che hanno portato all’Eliseo Emanuel Macron, rappresentante di una volontà di riformismo europeista che, per quanto non certo rivoluzionario, ha messo da parte i timori di un’affermazione del Front National di Marine Le Pen. Ma l’euro ha potuto contare anche su un alleato imprevisto e cioè Donald Trump e il suo coinvolgimento nel Russiagate. La situazione delicata nella quale si trova attualmente l’amministrazione Usa, ha gettato, infatti, nuove ombre sulla reale capacità di attuare non solo le riforme proposte ma anche sulle possibili alleanze e ancora di più sull’appoggio che il presidente Usa potrà vantare al Congresso nel momento in cui le riforme arriveranno ad essere esaminate. Non solo, ma proprio partendo da questo punto sarà necessario anche prendere in considerazione un’altra opzione e cioè che, mancando la forza politica necessaria, i testi potrebbero essere rivisti e ridimensionati. La prima conseguenza sarebbe un ridimensionamento del fattore business friendly che finora ha entusiasmato i mercati.