Piazza Affari cambia idea e dopo il +1% registrato in mattinata, il Ftse Mib poco dopo le 13.30 arriva a 0,2%.

Occhio all'euro

Euro al centro dell'attenzione. O per meglio dire al centro delle tensioni. Al panorama di incertezza dettato dalla politica italiana che appare sempre più confuso agli occhi delle diplomazie internazionali, a loro volta allarmate anche dallo spostamento sempre più a destra delle scelte elettorali tricolori, si associa un più ampio scenario di difficoltà interne all'Unione. Dopo aver visto fallire il mini-vertice di domenica per tentare di trovare un accordo sui migranti e sulle varie possibili politiche di accoglienza, adesso si deve attendere l'altro summit previsto tra il 28 e il 29 giugno e sul quale in pochi ripongono speranze di ricomposizione della crisi. Sullo sfondo la Bce che, dopo aver annunciato la fine ormai imminente degli stimoli monetari, si sta muovendo con i suoi tagli previsti per settembre, tagli che porteranno al completamento del piano per la fine del 2018. Intanto da inizio anno la moneta unica è in calo su tutte le maggiori divise internazionali, in particolare sul dollaro, in calo del 3% circa anche se nelle ultime ore si è visto un piccolo tentativo di rimbalzo. In realtà, però, si tratterebbe non tanto di una forza ritrovata della moneta unica quanto di una debolezza del biglietto verde, debolezza a sua volta derivante dalle nubi che si sono addensate all'orizzonte di una economia a stelle e strisce sempre più orientata ad intraprendere una serie di misure di carattere protezionistico ormai a livello globale. L'ultimo esempio, la stretta che riguarderà il divieto per le aziende cinesi del settore tecnologico di investire nelle loro colleghe statunitensi mentre queste ultime non potranno esportare tecnologia in Cina.