Roma è pronta a usare il "golden power" per scongiurare che Borsa Italiana sia ceduta a un acquirente non "gradito". Mercoledì il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha sottolineato di "sperare" che il controllo della società-mercato di Milano non esca dall'Eurozona. London Stock Exchange Group (Lseg) aveva acquisito Borsa Italiana nel 2007, per 1,6 miliardi di euro. Parte del pacchetto è Mts la piattaforma di trading di titoli di Stato europei, che per il governo italiano è particolarmente strategica. Ancora più oggi, in vista dell'accelerazione nell'emissione di debito per sostenere l'economia duramente colpita dall'epidemia di coronavirus.

Londra deve vendere per acquistare Refinitiv

Lseg si preparerebbe a vendere Mts (o Borsa Italiana in blocco) per riuscire a strappare il via libera dalla Commissione europea all'acquisizione da 27 miliardi di dollari di Refinitiv Holdings. Dismissione che comunque potrebbe non essere sufficiente. Bruxelles aveva avviato un'indagine approfondita in giugno, esprimendo timori circa l'eccessiva quota di mercato che l'entità post-fusione potrebbe vantare in particolare proprio sul trading dei titoli di Stato (Refinitiv ha una piattaforma simile: Tradeweb). Non solo: preoccupazioni riguardano anche l'eccessiva potenza in trading e clearing di derivati sui tassi d'interesse over-the-counter. Bruxelles avrebbe dovuto pronunciarsi sull'operazione entro il 27 ottobre. L'indagine Ue, dopo una sospensione (per permettere alle società coinvolte di fornire le informazioni richieste), è ripartita nei giorni scorsi e la nuova deadline della Commissione è al 16 dicembre.

Grazie a Piazza Affari Cdp potrebbe avere l'8% di Euronext

Per questo è evidente che la vendita di Borsa Italiana dovrà essere decisa in fretta. Secondo Reuters sarebbero tre i pretendenti. Deutsche Börse, Six Swiss Exchange (la società-mercato di Zurigo, impegnata nell'acquisizione della Borsa di Madrid) e la cordata composta da Euronext e Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Se l'operazione andasse in porto, per altro, come nota il Corriere della Sera Cdp potrebbe diventare azionista di Euronext con l’8% del capitale. Medesima quota detenuta dalla Caisse des Dépôts et Consignations (Cdc, equivalente francese della Cdp). "L’operazione di mercato in corso evidenzierà il valore e le prospettive di sviluppo del gruppo italiano. Le istituzioni italiane sono coinvolte, e valuteranno, secondo le proprie competenze, i progetti di investimento che saranno configurati. Il mio auspicio è che il gruppo Borsa Italiana trovi la sua collocazione strategica all’interno del Mercato Unico e dell’Eurozona, con partner industriali e finanziari che possano sostenere e rinforzare al meglio il progetto di un mercato dei capitali unico a livello europeo, aperto, spesso e liquido, che connetta tutti i mercati e gli ecosistemi locali. Solo così saremo in grado di sbloccare il reale potenziale, per imprese ed investitori, di un mercato dei capitali pienamente integrato ed efficiente, rafforzando anche la competitività a livello mondiale del sistema finanziario europeo”, ha dichiarato Gualtieri.