Piazza Affari limita i danni nel finale ma chiude in rosso. Pesanti Unicredit e Intesa

Vendite diffuse sull’intero settore bancario. In positivo Eni tra i petroliferi, bene Enel e Snam RG, male Exor e Fiat.

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Dopo il rimbalzo della vigilia le vendite sono tornate a fare capolino a Piazza Affari che ha vissuto quest’oggi una seduta decisamente pesante. Gli indici si sono posizionati da subito in territorio negativo, accelerando al ribasso nel corso della mattinata, sulla scia delle cattive notizie arrivate dall’Asia e in particolare dalla Cina dove alcuni indicatori macro hanno deluso le attese. Questo ha contribuito ad alimentare i timori relativi all’effettiva ripresa dell’economia a livello globale, con la preoccupazione dello scoppio di una bolla immobiliare anche nel Paese degli occhi a mandorla. Nel pomeriggio però si è avuto un progressivo recupero degli indici che hanno sfruttato il sostegno arrivato dall’opposta sponda dell’Atlantico e ciò ha permesso di limitare in parte i danni. Il Ftse Mib si è fermato a 19.279 punti, con un ribasso dell‘1,35%, mentre l’All-Share è sceso dell‘1,21% a 19.906 punti. Segno meno anche per il Mid Cap e lo Star che hanno ceduto lo 0,57% e lo 0,61%. Alcune blue chips sono state capaci di muoversi in controtendenza e si tratta di Campari, in rialzo dello 0,73%. A due velocità le utilities con Enel e Snam Rete Gas in salita dello 0,6% e dello 0,53%, diversamente da Terna che ha ceduto lo 0,24% e da A2A che è sceso dello 0,58% all’indomani dell’annuncio relativo alla cessione della quota azionaria di Alpiq.In salita dello 0,6% ENI che ha beneficiato della promozione di JP Morgan i cui analisti hanno migliorato la raccomandazione da “underweight” a “neutral”. In rosso gli altri due protagonisti del settore oil con Saipem e Tenaris in discesa del 3,21% e del 2,09%. Giornata negativa per le banche che pur avendo ridotto le perdite nel finale hanno riportato una correzione piuttosto pesante. Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno lasciato sul parterre rispettivamente il 4,48% e il 3,22%, mentre Monte Paschi e Mediobanca sono scesi del 2,42% e del 2,25%, insieme a Banco Popolare che ha ceduto il 2,22%. In rosso dell‘1,29% Ubi Banca, seguito da Banca Popolare di Milano che ha chiuso in ribasso dell‘1,22% nel giorno in cui si sono inseguiti i rumors relativi ad un possibile interesse del gruppo per Banca Monte Parma.