A Piazza Affari, probabilmente fino alla metà del corrente mese di ottobre del 2018, la volatilità è destinata a regnare sovrana considerando che sono in gioco da un lato le pretese del Governo giallo-verde di varare una manovra in deficit, e dall'altro il rigore richiesto dall'Ue sulla tenuta dei conti pubblici italiani



In tale contesto l'apertura di posizioni di lungo respiro, a partire dai titoli del FTSE MIB, potrebbe essere decisamente più rischiosa rispetto, invece, al trading mordi e fuggi. Altrimenti le posizioni aperte da un giorno all'altro rischiano letteralmente di ballare sul tagadà in quanto basta un commento sopra le righe di qualche esponente del Governo italiano, o proveniente da Bruxelles, per far salire Piazza Affari sulle montagne russe.

Jean-Claude Juncker a gamba tesa sull'Italia

L'esempio in tal senso arriva da Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commissione europea, che ha affermato come con l'Italia sia necessario essere rigidi, altrimenti l'euro è a rischio. In altre parole, se l'Ue facesse passare la nota di aggiornamento al Def così com'è, si andrebbe a creare un precedente tale che anche altri Paesi potrebbero iniziare a spendere più di quanto incassano.