Piazza Affari punita duramente dai ribassisti. Vendite su bancari e assicurativi

Affondo di quasi il 7% per STM, pesante anche Fiat, stornano i titoli del settore petrolifero. In controtendenza Terna e A2A.

Avvio di settimana decisamente pesante a Piazza Affari che, in linea con l’andamento delle altre Borse europee, ha chiuso gli scambi in netto calo e sui minimi di giornata. La sessione si è aperta già in rosso, ma le vendite sono aumentate strada facendo, con un’ulteriore accelerazione nel pomeriggio, sulla scia dell’intonazione molto negativa di Wall Street. il mercato ha pagato pegno non sol o per alcune inevitabili prese di profitto dopo il recente rally, ma anche per via di alcuni timori degli investitori sulla tanto attesa ripresa dell’economia globale. A deprimere le Borse è stata anche la flessione che ha interessato il comparto delle materie e in particolare del settore petrolifero dopo che i prezzi del greggio sono tornati in area 70 dollari al barile. A fine giornata così il Ftse Mib si è fermato sui minimi a 19.770,49 punti, con un rosso del 3,01%, mentre il Ftse Italia All-Share ha ceduto il 2,59%. Segno meno anche per il Ftse Italia Mid Cap e per lo Star, che sono riusciti a limitare i danni rispettivamente allo 0,99% e all’1,26%. La flessione odierna ha riportato l’attenzione su alcune utilities che sono state riscoperte in vista di un ritracciamento più consistente del mercato. Terna ha chiuso gli scambi con un progresso di quasi due punti e mezzo, mentre A2A ha segnato un rialzo dello 0,37%, lasciando più indietro Enel che ha ceduto l’1% e ancor più Snam rete Gas e Atlantia, con un ribasso dell’1,21% e del 3,03%. La correzione dei prezzi del petrolio tornati in area 70 dollari al barile, ha riportato le vendite sui titoli del settore oil, con ENI in calo del 2,44%, preceduto da Saipem che ha ceduto il 2,67%, complice anche la bocciatura del Credit Suisse che ha abbassato il rating da “outperform” a “neutral”. E’ andata ancora peggio a Tenaris che ha lasciato sul parterre quasi il 4%.