A Piazza Affari la seduta odierna prosegue all'insegna della volatilità, ma senza crolli, a dispetto di quanti avevano pronosticato una reazione molto negativa del mercato ad una vittoria del no al referendum.

Piazza Affari frenata da bancari e utilities dopo il referendum

L'indice Ftse Mib ha provato anche a salire, salvo poi tornare sui suoi passi e presentarsi negli ultimi minuti poco al di sotto dei 17.000 punti, con un ribasso dello 0,64%.
A frenare il nostro mercato è la negativa intonazione dei bancari, ma perdono terreno anche le utilities, visto che questi due settori più di altri sembrano risentire dell'esito consegnato dalle urne.

Le previsioni di Equita SIM all'indomani del voto

Dopo la vittoria decisa del no alla riforma costituzionale proposta dal Governo, il premier Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni e ora si attendere di capire quale sarà l'evoluzione politica nel nostro Paese a breve.
Per gli analisti di Equita SIM lo scenario che sembra ragionevole è che il Governo ora sia guidato da un politico diverso da Matteo Renzi, con il mandato di cambiare la legge elettorale.

La SIM milanese si aspetta un allargamento dello spread BTP-Bund, una flessione dell'azionario e preoccupazione per l'operazione Banca Monte Paschi. Gli analisti prevedono che sia una penalizzazione dei titoli molto esposti al rischio Italia e di quelli sensibili ai tassi di interesse.

Due le blue chips che escono dal portafoglio

Alla luce di ciò gli esperti hanno apportato alcune modifiche al portafoglio raccomandato a Piazza Affari, azzerando il peso di A2A e Atlantia dopo l'esito del referendum. Per entrambi i titoli però viene confermata la raccomandazione "buy", con un target price a 1,41 euro per A2A e a 25,7 euro per Atlantia.