Immediata e prevedibile la risposta di Pechino che ha definito inaccettabile quanto deciso dall'amministrazione statunitense. Gli osservatori però vedono in questa mostra anche un messaggio diretto all'Europa attualmente corteggiata da Pechino per una sorta di alleanza tra il vecchio continente e la potenza asiatica in modo da potersi contrapporre allo strapotere di Washington. In realtà il portavoce al commercio americano Robert Lightizier ha lasciato aperta la porta per eventuali colloqui ed altri accordi, in modo da raggiungere una soluzione seppur parziale riguardante le cosiddette pratiche commerciali sleali che la Cina, secondo la Casa Bianca, adotterebbe nei confronti delle industrie statunitensi. In realtà, guardando i fatti concreti, non sembra che allo stato attuale delle cose siano previsti eventuali incontri fra delegazioni. Le conseguenze di una situazione del genere si sono abbattute inevitabilmente su tutti i mercati europei oltre a quelli asiatici con titoli come Tenaris (-3,6%), Cnh (-4,5% alle 16.10), Exor (-3,2%) e Fca (-2,44%) in calo.

Intanto il dollaro è visto in rafforzamento nei confronti delle altre valute mentre restano deboli quasi tutte quelle dei paesi emergenti come ad esempio la lira turca, In particolare dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha preso in mano praticamente il controllo totale del paese dopo la riforma della costituzione e soprattutto dopo le elezioni farsa che hanno caratterizzato il panorama politico della nazione nelle ultime giornate; Nello specifico a preoccupare i mercati è la possibilità oltre al controllo della giustizia e dei media da parte di presidente, anche il potere di eleggere, oltre al governatore della Banca centrale, anche tutto il consiglio direttivo.