Spread a 310,75 punti base dopo avere, però, toccato i 316 punti, tensione in aumento anche sul listino milanese che si avvia ad essere il peggiore del Vecchio Continente.

I mercati in Europa

Alle 16.30, infatti, il Ftse Mib registrava -0,5% (19.132 punti) mentre il resto d'Europa non era da meno con il Dax a -012%, il Cac40 a -0,2% e il Ftse 100, unica eccezione con l'accordo per la Brexit, a +0,2%

A provocare le tensioni a Piazza Affari è stata la risposta del Governo Conte alle richieste di modifica della Legge di Bilancio, risposta ch, di fatto, lascia intatta la versione originale del disegno ad eccezione di qualche piccolo incentivo sulle privatizzazioni.

Olanda e Austria, intanto, hanno chiesto all'Unione di portare avanti la procedura per eccesso di deficit contro l'Italia: secondo quanto da loro dichiarato è impossibile credere che il debito italiano possa riuscire a tagliare 18 miliardi di euro solo con le privatizzazioni.

Le cifre del Pil

A peggiorare le cose in tutto il resto d'Europa, anche le cifre riguardanti la crescita della zona Euro nel terzo trimestre e rese note dall'Eurostat: numeri alla mano il Pil non è andato oltre un 0,2% da un trimestre all'altro, troppo poco rispetto al doppio visto nel secondo trimestre. Stesso discorso per la crescita su base annua: +1,7% invece del +2,2% visto nel secondo trimestre. A lanciare l'allarme è proprio il fatto che il dato peggiore arriva da Berlino con un -0,2% del pil. E l'Italia? Nel terzo trimestre la crescita congiunturale è stata pari a zero mentre quella annua non è andata oltre +0,8%. Se da un lato l'euro si indebolisce (1,13 sul dollaro) dall'altro invece un'altra moneta festeggia: la sterlina sale (euro/sterlina 0,8695) sull'onda dell'accordo di massima per la Brexit.