Dopo quelli cinesi ed europei deludono anche i dati macro americani. Alle 16.20 infatti il mercato europeo vedeva il Ftse Mib a -1,2% (18.682 punti), il Ftse 100 arrivare a -1%, il Cac 40 a -1,2% e il Dax a -1,4%. L'atmosfera non cambia se ci si sposta a Wall Street: Nasdaq a -0,55%, S%P 500 a -0,7% e Dow Jones a -0,75%.

Macro Usa

In particolare a deludere sono i numeri del settore manifatturiero di New York. A dicembre l'indice di riferimento crolla a 10,9 punti, rispetto ai 23,3 punti di novembre. Negativo anche il risultato dell'indice Nahb che misura la fiducia dei costruttori edili: a dicembre si è attestato a 56 punti, rispetto ai 60 punti fissati dalle previsioni. In difficoltà anche il petrolio, ancora volatile. Dopo na mattinata in cui si guardava ad una possibile ripresa, l'oro nero statunitense arriva a perdere l'1% (50,7 dollari al barile) contro un Brent che resiste praticamente immobile a 60,25 dollari al barile (-0,05%).

Fed 

In parallelo sono arrivate anche le nuove critiche del presidente Usa Donald Trump, critiche che rafforzano il suo malcontento verso la politica di normalizzazione dei tassi di interesse. Anche per questo gli occhi sono tutti puntati proprio sulla Fed e sulla riunione che terminerà il 19 dicembre. Alla fine di questo appuntamento, infatti, si dovrebbe registrare un quasi certo aumento (il quarto) dei tassi di interesse sul costo del dollaro attualmente tra il 2 e il 2,15%. Ma più che sul presente, l'attenzione è concentrata sul futuro ovvero sulle parole che pronuncerà il governatore della banca centrale Usa per quanto riguarda i prossimi provvedimenti o anche solo la strategia che la Fed vorrà seguire nei prossimi mesi.