A Piazza Affari non regge il trend positivo e al giro di boa della mattinata il Ftse Mib arretra dello 0,33% a 21.159 punti sullo sfondo di un’Europa tendenzialmente positiva (Dax a 0,24%, Cac40 a 0,29% e Ftse100 a 0,02%.

Guerra commerciale

L’attenzione a livello internazionale resti alta sull’andamento della guerra commerciale, in attesa di sviluppi sul prossimo incontro di fine mese (sempre che nel frattempo una delle delegazioni non abbandoni il tavolo per protesta) con gli analisti che iniziano a guardare non tanto la Cina ma gli Usa come possibili vittime della politica protezionista di Trumpì, anche in virtù del fatto che se Washington può sfruttare un numero maggiori di merci importate dalla Cina e sulle quali imporre dazi, Pechino, invece, ha dalla sua parte la possibile manipolazione dello yuan oltre che le eventuali strette sulle normative che regolano la presenza delle numerose aziende Usa in Cina. Tradotto in numeri, il Pil cinese, in caso di guerra commerciale anche per il prossimo anno, non andrebbe oltre la perdita di un 1%, mentre per gli Usa si parla di un calo del prodotto interno lordo di 1,2%.   

Il fattore politico 

Intanto a livello europeo si guarda con preoccupazione all’aumento delle tensioni interne nel governo italiano. Alla tensione creatasi tra il viceprimo ministro Luigi Di Maio e il ministro dell’economia Giovanni Tria si aggiunge anche la crescita di consensi nei confronti della Lega, in particolar modo di Matteo Salvini, elemento che potrebbe creare una vera e propria lotta al potere. Il tutto mentre riprende il caos sulle cifre del deficit in seno alla Legge di Bilancio. Una manovra dalla quale, secondo gli esperti di Ubs, potrebbe dipendere l’arrivo di un possibile rally per Piazza Affari: condizione indispensabile perchè ciò avvenga è il fatto che dovrà presentare cifre prudenti e strategie credibili. La prima conseguenza è l’aumento dello spread Bund-Btp attualmente a 218.