A Piazza Affari la protagonista, in negativo, è ancora Atlantia. Dopo la ripresa di venerdì scorso, nata dalle speranze di un accantonamento dell'ipotesi di revoca delle concessioni a favore di una multa, per quanto cospicua, è seguita un'altra batosta e cioè la conferma dell'iter da parte del governo per lo stop delle concessioni.

La situazione sul listino milanese

Da qui un altro crollo in borsa che ha portato il titolo, alle 14.30 a segnare un saldo parziale di -8,8% zavorrando non solo l'intero settore (Sias a -4,32%, Astm a-2,23% e Autostrade Meridionali a-5,93%) ma anche tutto il listino milanese. Allo stesso momento, infatti Piazza Affari registrava un leggero passivo (-0,01%) in controtendenza ad un più ampio slancio che caratterizzava i mercati europei (Ftse 100 a +0,42% e Dax a +1,1%), con uno spread in leggero calo (277 punti invece dei precedenti 280) e un rendimento che per il Btp a dieci anni arriva a 3,14%.

Intanto, sullo sfondo resta la situazione internazionale che vede al centro ancora la tensione tra Usa e Turchia.

Dalla Turchia alla Grecia

Se da un lato resta la ripresa della lira turca, dall'altra continua ad essere alta l'allerta per le sorti degli emergenti nel momento in cui la Fed ha deciso di portare avanti il suo piano di normalizzazione dell'economia nazionale. Sempre con un occhio al panorama europeo è da citare il caso Grecia, questa volta per una notizia apparentemente buona e cioè l'uscita definitiva dal piano di salvataggio, uscita che permetterà ad Atene, tra qualche tempo, di tornare sul mercato dei capitali. Il paese, dopo 8 anni di aiuti infatti, in teoria, adesso è in grado di camminare sulel proprie gambe. In teoria. Il terzo programma di aiuti spalmato tra il 2015 e il 2018 è costato quasi 62 miliardi di euro ma ha permesso la ricapitalizzazione delle banche greche e la normalizzazione del quadro macroeconomico.