Piazza Affari continua a salire in questa ultima giornata della settimana. A dare la spinta è il rafforzamento del settore bancario. Alle 15 e l'indice italiano registrava un aumento dello 0,7% (20.752 punti), mentre il Ftse 100 di Londra si ferma a 0,21%, come anche il Dax. 

Jackson Hole

L’attesa tutta per l’avvio dei lavori al simposio di Jackson Hole dove il governatore della Federal Reserve parlerà per la prima volta. Nel suo discorso gli osservatori tenteranno di capire lo spirito che animerà le prossime decisioni di politica monetaria: in approccio troppo morbido, infatti, nei confronti delle parole del presidente degli Stati Uniti, che nei giorni scorsi aveva criticato la politica di rialzo dei tassi della banca centrale americana, potrebbe suggerire un’influenza da parte della Casa Bianca sull'operato della banca centrale. Viceversa un atteggiamento troppo scontroso rischierebbe di aprire una inedita crisi tra i due poli di potere. Per quanto riguarda l'andamento del listino milanese, è minima l'iniezione di fiducia che potrebbe essere arrivata dalle ultime indiscrezioni che vogliono proprio il presidente americano Trump correre in aiuto dell'Italia già dal 2019 con all'acquisto di titoli di Stato. L’indiscrezione, per il momento non confermata, parla di un possibile acquisto di bond italiani da parte degli USA a cominciare dal 2019, anno in cui, come già detto a giugno da Mario draghi governatore della Banca centrale europea, il piano di Quantitative Easingi verrebbe meno.

La forza del QE

Negli anni scorsi è stata proprio la BCE a permettere un calo dei costi di rifinanziamento per tutti quei paesi, Italia in prima linea, oberati da un debito troppo pesante e che gravava su economie, allo stesso tempo troppo grandi per fallire. Venendo meno però il QE, fanno notare gli analisti, il pericolo di un riaprirsi della crisi del debito nel cuore dell’Europa diventerebbe sicuramente più concreto. Ma aiuto ventilato da parte di Washington però, stando ad altre indiscrezioni, potrebbe essere mirato in realtà a dividere la già di per sè a barcollante coesione dell’Unione Europea.