Sembra che il fastidioso acronimo di Piigs, coniato per riferirsi a quei paesi, per lo più mediterranei, con alti livelli d'indebitamento e di deficit (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) sia destinato ad essere archiviato definitivamente.

O perlomeno, a perdere qualche lettera.

Perché due dei suoi membri, Spagna e Irlanda, mostrano di essere già con un piede fuori dal poco apprezzato club, e con economie che corrono molto più della media del continente, un livello di rischio politico nettamente inferiore al resto d'Europa e una valutazione del debito sovrano prossima alla A, si stanno ritagliando uno spazio diverso e autonomo nel mercato dei bond della periferia d'Europa.

Uno spazio che per Stephen Spratt e David Goodman, che dalle pagine di Bloomberg dedicano un approfondimento al tema, necessita di un nuovo nome che renda riconoscibile la loro diversità. A-SP-IRE: ossia Spagna e Irlanda, quelli che si meritano una A.  

Ora c'è ASPIRE

Nel giro di cinque anni, ricordano Spratt e Goodman, le economie di Spagna e Irlanda hanno compiuto enormi passi avanti, con tassi di crescita visibilmente migliori rispetto ai competitor europei.

Una situazione che si rivela tanto più favorevole in un contesto nel quale gli investitori si aspettano, magari non nell'immediato ma in un futuro prevedibilmente prossimo, che la Banca Centrale Europea faccia il decisivo passo indietro rispetto al suo programma di stimolo monetario.

Spagna e Irlanda presentano su numerosi indicatori, come crescita economica o rapporto tra debito e prodotto interno lordo, situazioni migliori della media.