A Piazza Affari da inizio anno si registra un crescente interesse per i titoli a piccola e media capitalizzazione presenti sul nostro listino. La rinnovata appetibilità di questi temi è stata favorita dall'introduzione, nell'ultima legge di bilancio, dei cosiddetti PIR, i piani individuabili di risparmio. Si tratta di una forma di investimento a medio termine capace di veicolare i risparmi verso le imprese italiane, in particolare in direzione di quelle di piccole e medie dimensioni.

Il vantaggio per l'investitore è quello di beneficiare di un abbattimento del carico fiscale, in sostanza non è previsto il pagamento di tasse su capital gain e dividendi e su successioni e donazioni.
Questo contribuisce a rendere appettibili i PIR, il cui successo si sta dimostrando ampiamente superiore alle attese, come evidenziato in un report di Equita SIM.

Secondo gli analisti, il modo più semplice per evidenziare l’impatto che i PIR hanno avuto sul mercato è attraverso l’ETF che replica l’indice Ftse Mid Caps. Preso come punto di partenza il 15 dicembre 2016, emerge che la capitalizzazione di mercati è salita di circa 55 milioni di euro agli attuali 622 milioni e che l'Etf Mid Cap ha battuto l'Etd mid-small cap Europe del 12%.

Bca Mediolanum è leader nei Pir

La SIM milanese segnala che Banca Mediolanum si sta dimostrando il leader incontrastato nei PIR, cosa che non sorprende gli analisti considerato il DNA dell’azienda e della sua rete di promotori.
Il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, ha però pubblicamente affermato che la sua azienda punta ad arrivare nel 2017 addirittura a 3 miliardi di euro di masse nei fondi PIR. Questo obiettivo secondo gli analisti è ambizioso e li ha sorpresi, ma secondo gli esperti Doris raramente sbaglia nel valutare la capacità commerciale della propria rete.