Parigi (-3,6%), Francoforte (-3,1%) e Londra (-2,3%). Le Borse europee hanno preso una bella sberla. Già nella nottata dall’Asia erano arrivate notizie per nulla confortanti, con i principali listini orientali in calo di circa due punti percentuali.

La colpa?

Tutta di Trump? Che ha preannunciato nuovi dazi su tutte le importazioni cinesi, una mossa non prevista dal mercato?

Beh, certo, questa decisione ha inciso in maniera determinante, ma gli investitori forse aspettavano un simile evento per “scaricarsi”.

Dobbiamo allora dare un occhio al mercato valutario il cross Usd/Jpy precipitato in area 106 e rotti è un vero e proprio segnale d’allarme, per quanto riguarda invece l’Eur/Usd il livello di 1,11 si può ritenere corretto vista la crisi che sta attraversando l’Europa.

Ovviamente il nostro Ftse Mib (-2,41%) non poteva rimanere immune dalle vendite anche se il ribasso è risultato sensibilmente inferiore a quello fatto registrare a Parigi e Francoforte.

Qualche titolo in controtendenza ha mitigato il calo dell’indice di riferimento della Borsa italiana, sono ovviamente utilities: A2A (+1,45%), Terna (+0,43%) ed Italgas (+0,07%).

Invariato Amplifon che ha ritoccato il proprio massimo assoluto solo in intraday, per il resto solo frecce rosse.

Nuovo minimo storico, da quando è ritornata in Borsa, per Pirelli (-6,90%) che si appoggia su quota 5 euro.

Giornata da dimenticare per i titoli industriali ed ovviamente per la galassia Agnelli: Cnh Industrial (-6,76%), Ferrari (-4,35%), Exor (-4,19%), Fiat Chrysler (-3,01%) e Juventus (-2,05%).