Entra nel vivo la procedura per il ritorno in borsa di Pirelli. Oggi si è aperta l'offerta pubblica di vendita che si concluderà il 28 settembre, e il primo giorno di quotazione in Borsa a Piazza Affari è previsto per il prossimo 4 ottobre.

Gli annunci

Nel corso del roadshow di presentazione del collocamento, è stato confermato che sarà messa sul mercato una quota tra il 35% e il 40% del capitale della società, che in base al prezzo per azione proposto dagli istituti impegnati nel collocamento sarà valorizzata tra i 6,3 e gli 8,3 miliardi di euro.

L'azionariato della società - a seguito dello scioglimento della holding controllante Marco Polo - vedrà la quota del socio di riferimento ChemChina scendere in una forbice compresa tra il 45% e il 49%.

Gli azionisti cinesi di Pirelli, ha spiegato Tronchetti ricostruendo il rapporto con ChemChina, hanno mostrato "rispetto per le minoranze" e "per il mercato" e hanno "accettato le varie condizioni di governance che abbiamo messo sul tavolo."

Scenderanno anche le quote di Lti, il veicolo legato al colosso russo Rosneft (tra il 5% e il 6 %), e di Camfin, la holding italiana che vede anche la partecipazione di UniCredit e Intesa Sanpaolo, (tra il 10 e il 12%); su questo, Tronchetti Provera ha spiegato nel corso della conferenza che "né i russi né Camfin" hanno manifestato  per il momento la volontà di vendere le loro quote dopo la quotazione: Rosneft, ha un impegno di non vendere per sei mesi, mentre Camfin ha un medesimo impegno di dodici mesi. 

La nuova Pirelli