Siamo in Italia. Ovvero la patria della politica che guarda se stessa e i suoi interessi invece di quelli dei cittadini. Ma anche dei cittadini ormai assuefatti ad anni di pressappochismo, ad arrangiarsi, a superare con mezzi propri le tante difficoltà, a saltare il prima possibile sul carro del vincitore di turno. E considerando il fatto che in Italia i vincitori cambiano una volta all’anno, il salto del carro potrebbe diventare uno sport nazionale. E sicuramente meno dispendioso del calcio.

Le abitudini

A tutto eravamo abituati, appunto, ma non certo a quello che è stato recentemente reso noto e cioè alle conversazioni registrate (in segreto) da alcuni esponenti del M5S. In realtà nulla di quanto già non si sospettasse, ma a colpire resta sempre l’arroganza di una casta che, alla fine, sa benissimo di essere inattaccabile sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto quello del bilancio. Che sia a livello nazionale oppure regionale, i controlli sulle spese non avvengono praticamente mai, vuoi perchè la camera come il Senato hanno sempre avuto bilanci praticamente secretati e sui quali nessuno poteva mai discutere. Non dovrebbe nemmeno sorprendere dunque la particolarità di alcuni casi come quelli di Giulia sarti, esponente del M5S (che si era autoproclamato un movimento di rigore contro gli sprechi della politica) che su uno stipendio da 3.200 euro al mese può vantare spese per 8mila. Puntualmente rimborsate.

Gli sprechi

Oppure il fatto che la Camera debba pagare circa 6 milioni di euro di utenze (luce, acqua, gas) ovvero quanto la città di Salerno, nonostante abbia una popolazione di molto inferiore e soprattutto questa popolazione possa vantare orari di lavoro estremamente flessibili e particolarmente comodi. Si potrebbe a questo punto parlare delle presenze e delle assenze, solitamente interpretato come un fattore di operosità, ma forse non tutti sanno che 122 i deputati e 94 senatori sono presenti ai rispettivi scranni oltre il 90% senza che nulla producano di eclatante.