E’ difficile scegliere quale sia stata ieri la notizia del giorno, perché tra i tanti fatti che quotidianamente impegnano le pagine dei media, ieri abbiamo avuto due fatti che meriterebbero ciascuno l’intero spazio del commento quotidiano ed anche più.

Uno è la realizzazione di un nuovo record storico da parte di Wall Street, che le incertezze finali di venerdì sera avevano rinviato. L’altro è la cerimonia dell’addio a Mario Draghi da parte della creme del potere politico europeo.

Siccome del record storico potremo parlare anche nei prossimi giorni, dedico il commento odierno a qualche riflessione su quel che ha rappresentato Mario Draghi per l’Europa e per il nostro paese, avvisando fin da subito che il lettore incontrerà un parere articolato, decisamente “fuori dal coro” rispetto ai commenti estasiati e plaudenti che oggi si leggeranno sui media e che ieri hanno caratterizzato la retorica dei potenti che lo hanno festeggiato.

Io credo che Draghi abbia interpretato il suo ruolo in modo estremamente autorevole ed indipendente e che abbia utilizzato tutti i margini che il mandato gli riservava per conseguire i suoi obiettivi. E che ci sia riuscito, almeno riguardo ai veri obiettivi che mi pare si sia dato, che non coincidono del tutto con quelli dichiarati ufficialmente.

L’obiettivo ufficiale principale della BCE, come da Statuto, è la stabilità dei prezzi. L’obiettivo secondario, da attuare compatibilmente con l’obiettivo primario, è contribuire con la politica monetaria alla crescita equilibrata dell’economia dell’Eurozona.