L'agenzia di rating Fitch che porta a "positivo" l'outlook sul Paese e fa presagire al governo il gusto del ritorno della valutazione sul suo debito a Investment Grade. Gli analisti di Barclays che parlano di "talento" per raccontare il suo caso di successo di uscita dalla crisi e alzano le stime della sua crescita economica per il 2017. Ha tutti i caratteri dell'eccezione la storia del risanamento finanziario del Portogallo, ieri a un passo dal fallimento e oggi eletto a modello di un percorso di austerità affrontato con equilibrio e con la giusta attenzione per le esigenze di crescita. 

Fuori dalla crisi?

Solo pochi giorni fa, il Consiglio Europeo ha ratificato l'uscita del paese iberico dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo, riportando contro tutti i pronostici degli analisti il Paese nel club delle economie virtuose.

Un traguardo atteso per un Paese che nel 2011, sull'orlo del baratro, dovette spedire la richiesta di un piano di sostegno triennale da 78 miliardi di euro all'indirizzo dell'UE e del Fondo Monetario internazionale, trovandosi costretto a mettere in campo dure misure di austerità.

Quel che nessuno prevedeva, tuttavia, era che sei anni più tardi Lisbona sarebbe riuscita a rispondere in breve tempo a una procedura d'infrazione dell'UE, riportare il suo rapporto deficit-pil sotto la soglia del 3% fissata dalle regole europee e facendo addirittura meglio di quanto promesso.

Un successo inaspettato

Il governo di minoranza del socialista Antonio Costa, arrivato al governo nel novembre 2015 e sostenuto dai partiti dell'estrema sinistra, sembrava destinato a vita breve, stretto tra gli impegni al rigore con Bruxelles e le richieste degli alleati in Parlamento.