Il dispositivo Pos come arma di lotta all’evasione con le attuali direttive ingrasserà ulteriormente i costi a carico degli esercenti e Partite Iva, ma anche le casse delle banche. Federcontribuenti analizza le voci spesa: costo installazione, costo canone mensile, costo transazione e costo percentuale sulla transazione eseguita. Il solo canone mensile varia da 20 a 50 euro al mese a carico dell’esercente più il canone sul conto corrente, più IVA, più le spese di commissioni per un costo base medio di 2.000 euro all’anno con un impatto del 10% sul guadagno. I consumatori risparmieranno lo 0,2% massimo sulla spesa. L’invito per gli esercenti è: abbandonate il sistema bancario tradizionale per un servizio home banking a zero spese.

È legittimo che un governo obblighi dei già tartassati esercenti e Partite Iva a dotarsi di un dispositivo POS senza aver primo concordato con gli istituti bancari l’applicazione di tariffe al di sotto del 3% del guadagno annuo? Non si rischia di dare l’impressione di voler soprattutto rimpizzare le casse degli istituti bancari? Chi ricicla denaro o paga tangenti la carta di credito non la userà mai, come nemmeno il bancomat. Chi usa aerei privati per portare capitali all’estero non effettuerà nessuna transazione tracciabile; chi ha sede legale estera continuerà a dormire serenamente; il possidente sconosciuto al fisco ma molto amico del direttore di banca, per simpatia o minaccia, depositerà i suoi sporchi capitali al sicuro nelle cassette di sicurezza o acquisterà lingotti d’oro senza lasciare traccia. Tutto ciò considerato l’ennessima trovata politica contro l’evasione fiscale, il nero, sarà totalmente a carico dei redditi medio bassi.