Dopo l’improvviso dietrofront che i mercati americani hanno realizzato martedì sera, a mercati europei già chiusi, la seduta di ieri è partita ovviamente in deciso ribasso nel vecchio continente, e tale è rimasta per tutta la seduta, per la necessità del cagnolino europeo di adeguarsi alla direzione del “padrone” americano, dopo lo strattone ribassista sentito al guinzaglio.

Riguardo ai mercati americani, come ho indicato nel commento di ieri mattina, analizzando il grafico di SP500, ieri sarebbe stato necessario smettere di guardare alla resistenza, cioè al massimo di aprile di 2.954, inutilmente attaccato a più riprese, per attenderci la discesa fino al bordo inferiore della congestione laterale, che coincide all’incirca con i 2.800 punti. 

Questo ci diceva il grafico. Questo è puntualmente successo, ed è successo, ancora una volta, con un’accelerazione ribassista subito dopo la chiusura dei mercati europei, che anche oggi apriranno all’inseguimento del calo di Wall Street.

La corsa ribassista ha testato proprio l’area 2.800 punti (minimo di seduta dopo le ore 21 a 2.793), per poi recuperare una ventina di punti e rendere meno doloroso il risultato a fine seduta (-1,75%).

Ha tenuto meglio il Nasdaq100 (-1,23%), ma non si è sottratto alla seconda purga consecutiva.

Il grafico daily di SP500 fotografa bene, con due spade ribassiste e la perdita di circa 150 punti in due sedute, il drastico cambio di sentiment, con i venditori che negli ultimi due giorni sembrano aver preso in mano il pallino direzionale. Ma il braccio di ferro non è finito, poiché, come ad inizio settimana i compratori non sono riusciti a bucare al congestione al rialzo, non è affatto detto che oggi i venditori riescano a sfondare al ribasso. Se accadesse il mercato potrebbe avvitarsi ulteriormente ed il prossimo obiettivo sarebbe 2.730 circa, dove il mercato ha rimbalzato già due volte in aprile e all’incirca dove passa ora la media mobile semplice a 50 sedute.

Sarà interessante assistere oggi all’incontro di wrestling in area 2.800. 

Mi rendo conto che qualcuno si aspetti che io spieghi il perché ed il percome è successo questo cambiamento repentino di umore. Provo a farlo, anche se la cosa più importante è capire che cosa sta succedendo e quel che potrebbe ancora succedere. Molto più che sapere il perché. Io credo che la maggior parte dei movimenti segua dinamiche legate all’umore della massa degli operatori, più che i singoli indicatori che escono quotidianamente. I prezzi scolpiscono le aspettative future degli operatori. A che serve un dato che fotografa la situazione di marzo o di aprile, quando oggi il mercato mette nei prezzi le aspettative per i prossimi 3-6 mesi?

A creare le aspettative servono molto più le parole dei personaggi chiave, queste, sì, in grado di pilotare la percezione del futuro nelle menti degli operatori.

Ieri quanto ai dati macro abbiamo avuto pessimi risultati europei relativi alla produzione industriale di marzo (preistoria?): -11,3% mensile rispetto al -0,1% di febbraio. Una frana ampiamente attesa. Dato che marzo in quasi tutti i paesi europei, esclusa l’Italia, ha compreso solo pochi giorni di lockdown, mentre aprile ha visto la serrata produttiva per la maggior parte dei giorni, mi chiedo come potrà essere il dato di aprile che vedremo tra un mese, ed anche quello di maggio, che arriverà a luglio.

A mettere in fuga gli investitori sembrano essere state con maggior probabilità le parole preoccupate di Powell, che ha parlato ad un evento pubblico in videoconferenza. Ha descritto con parole molto gravi la rapidità e la profondità della caduta produttiva, che ha definito “senza precedenti in epoca moderna, significativamente peggio di qualunque recessione dalla seconda Guerra Mondiale”. Ha fotografato la drammaticità della situazione per le fasce sociali meno protette: quasi il 40% delle famiglie con redditi inferiori a 40.000 $ l’anno ha perso il lavoro. Per questi motivi il rischio è quello di una disoccupazione di massa per lunghi periodi e ondate di fallimenti per le piccole imprese.

Però ha anche affermato che la FED ha il compito di erogare finanziamenti, non aiuti economici. A questi deve pensare il governo. E forse sarebbe bene che mettesse di nuovo mano al borsellino.

Però, ad una domanda sui tassi di interesse futuri, ha affermato che la FED non ha cambiato opinione e pertanto esclude all’unanimità dei componenti del FOMC di prendere in considerazione tassi negativi, che servirebbero a poco.

Il mercato e Trump confidavano proprio nell’annuncio di tassi negativi, come ennesimo regalo di Powell alla speculazione rialzista. Ma per ora il regalo non arriva. Anzi, arrivano senari molto preoccupati da parte del Presidente FED. Altro che ripresa a V …

E allora si vende.