Presi in giro, gli italiani che erano in massa davanti alla tv ieri sera si sono sentiti presi in giro dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il Premier ha iniziato con il sorriso annunciando l’inizio della Fase 2, gli italiani davvero non ce la facevano più, non tanto di stare a casa, quanto di non guadagnare nulla, davanti a loro la prospettiva del futuro peggiorava di giorno in giorno.

I timori

Il timore di perdere il lavoro si stava tramutando in certezza, e la preoccupazione si stava tramutando in disperazione, capirete quindi con quale stato d’animo gli italiani si sono messi davanti alla tv.

Per questo la presa in giro è stata ancora più intollerabile, quasi crudele. Tutte le speranze degli italiani sono andate deluse.

Io davvero non se su un giorno ci sveglieremo e avremo la sensazione di aver fatto un brutto sogno, temo di no, purtroppo non è un sogno, non è neppure un incubo … è molto peggio.

Questa tanto agognata Fase 2, dov’è, in cosa consiste? Apriamo poco o niente, ma soprattutto apriamo senza la possibilità di riprenderci, con regole assurde, insensate.

Quasi mai gli italiani avevano avuto bisogno di aiuto, insomma siamo anche famosi per il fatto di sapercela cavare in ogni occasione, la celeberrima “arte di arrangiarsi”, ma se c’era un momento nel quale gli italiani avevano bisogno di una mano, era proprio questo.

Eravamo stati messi al tappeto non per colpa nostra, ed avevamo ricevuto proprio un colpo durissimo. Era il momento di alzarci e dire definitivamente all’Europa “ora basta, ora facciamo da soli!”

Cosa abbiamo fatto

Ed invece cosa abbiamo fatto?

Siamo andati a chiedere aiuti all’Europa, come dei pezzenti, e se ti presenti come un pezzente, vieni trattato come un pezzente, occorre insegnare anche questo ai nostri governanti? Oltre ad non aver mai fatto nulla nella loro vita non sanno neppure come si sta al mondo, non hanno neppure un po’ di dignità.

Alcuni mi hanno criticato per come mi sono espresso nei confronti del Premier austriaco un paio di video fa.

Ma io non ce l’ho fatta! Farmi trattare così da un ragazzino? Da un Paese che ha un quarto del Pil che ha la nostra Italia? Farmi trattare da pezzente? Io un italiano? Ho risposto solo come avrei voluto che gli avesse risposto un mio rappresentante di Governo!

Ed invece noi, i nostri governanti straccioni, macché peggio, sono lacché nell’animo, ecco loro sì, ora uso un termine che è negli ultimi giorni è sulla bocca di tutti, loro sì, i nostri governanti si stanno comportando da esseri inferiori. E questo non posso perdonarglielo.

No agli aiuti dell’Europa!!! Ci umiliano!!!

Lo ripeterò fino alla noia: non abbiamo bisogno degli aiuti dell’Europa, anzi, quegli aiuti sono dei lacci che ci impediscono di riprenderci, che rallentano la ripresa, già avevamo un problema di competitività per una burocrazia elefantiaca ed ora Conte cosa ci propina?

Di aumentare in maniera abnorme ancora la burocrazia! E’ pazzesco!

Se leggete le disposizioni che dovranno seguire soprattutto le nostre microaziende, formate da uno, due cinque dipendenti, c’è da inorridire.

Spero che nessuno le osservi, perché sono demenziali. Il fatto che gli debba venir misurata la temperatura ogni volta che entrano in capannone, capite, non una volta al giorno!

Benigni e Troisi

Si potrebbero verificare davvero, non scherzo, anche se possiamo pure riderci su, scene come quella celeberrima di Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere”, avete certamente tutti presente la scena del gabelliere che chiede sempre un fiorino.

Ebbene se ci troviamo in una azienda artigiana, supponiamo degli elettricisti, entrano la mattina in capannone: Alt misura la febbre! 36.3 ok ma non va scritto 36.3 per la privacy (non sto scherzando). Poi il dipendente esce per andare dal cliente che lo ha chiamato per un guasto, come esce dal capannone però si ricorda che deve portare con sé anche un certo attrezzo che si è dimenticato quindi torna immediatamente in capannone per prenderlo Alt misura la febbre, non sto scherzando se si devono seguire alla lettera i dettami imposti dal governo si deve fare così! Misurare la febbre ogni volta che un lavoratore entra in capannone!

Non vi dico poi se per esigenze di operatività, due lavoratori anche per un solo minuto o per pochi secondi devono stare a meno di un metro di distanza, ebbene devono essere vestiti in maniera tale che un astronauta al confronto è meno protetto.

Ma non sto scherzando!!!

In questa maniera si sta dilatando, anziché riducendo la distanza fra gli occupati nel settore pubblico rispetto al settore privato, e questo, attenzione perché può essere una bomba sociale.

Stanno distruggendo l’Italia, la nostra società, questa nazione che abbiamo cercato di costruire in centossent’anni.

Perché, vedete, nei centosessantanni di storia italiana è vero che siamo stati anche sottoposti a momenti drammatici, ed ogni volta siamo risorti, ma siamo risorti perché avevamo le mani libere, perché potevamo tornare a combattere, ed allora abbiamo combattuto … e vinto.

Oggi invece saliamo su un ring, ma con le mani legate dietro la schiena, come possiamo sperare di batterci in queste condizioni.

Pensate solo a questo. Una persona che gestisce un bar. Fino a ieri doveva lavorare molto, a volte non bastava, altre volte invece quell’attività gli dava soddisfazione, anche economica, ma soprattutto professionale.

Normalmente dava lavoro a qualche giovane, soprattutto a ragazze che così cominciavano a mettersi via qualche soldino, magari con l’ambizione, nel corso degli anni, di mettersi a loro volta in proprio ed aprirsi una attività.

Ebbene per il gestore di un bar, la sua attività diventava la sua casa, passava infatti molte più ore all’interno del bar che non fra le proprie mura domestiche, con i suoi clienti stabiliva rapporti più che amichevoli, quasi familiari.

Non c’era bisogno di ordinare, lui, il barista sapeva cosa volevi, se il caffè lo volevi lungo o ristretto, te lo preparava al momento giusto, quando cominciavi a sfogliare la Gazzetta, e se rimaneva una brioche con la crema te la teneva da parte perché sapeva che saresti arrivato e che tu avresti voluto proprio quel tipo di brioche.

Se quella persona, quella persona che ha una attività come questa, una attività che, ripeto, è tutta la sua vita, oggi sta pensando addirittura di non riaprire finché non gli permetteranno di aprire … come prima … capite? Capite a cosa stiamo andando incontro?

Ad una totale spersonalizzazione della società.

Ci vogliono far diventare degli automi?

No! Io mi ribello! Io voglio rimanere umano, non voglio diventare un automa.

Io voglio che Rimini torni ad essere un carnaio, voglio che al concerto di Vasco Rossi ci siano centomila persone accalcate una sull’altra, voglio alzarmi in piedi e quando segna il giocatore della mia squadra del cuore annullare ogni freno inibitore e urlare a squarciagola goooool!!!