Prestiti 100% garantiti da 25.000 euro, spunta trucco normativo

Spunta il trucco normativo del 25% dei ricavi annui, poco credito alle piccole partite Iva, alle micro imprese ed ai liberi professionisti. Prestiti al 100% garantiti da 25.000 euro da parte dello Stato italiano? Devi avere almeno 100 mila euro di ricavi. Dl liquidità, le banche possono aggirare il decreto del Governo? Ecco le rivelazioni del FattoQuotidiano.

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I prestiti 100% garantiti dallo Stato Italiano, per un importo pari a 25.000 euro, saranno magari di facile erogazione, da parte delle banche, in quanto privi di iter di valutazione del merito di credito, ma in ogni caso non saranno per tutti. E questo perché nella versione definitiva del Decreto Liquidità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 aprile del 2020, è spuntato una sorta di trucco normativo.

Spunta il trucco normativo del 25%, poco credito alle piccole partite Iva

Come riporta infatti il sito calcioefinanza.it, non tutte le partite Iva, le micro imprese ed i liberi professionisti potranno andare in banca e ottenere 25.000 euro di prestito garantito per ripartire dopo il coronavirus.

Nel provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale c'è infatti la clausola che prevede la concessione di un prestito 100% garantito per un importo non pari a 25.000 euro, che è il massimale in ogni caso previsto per ogni richiedente, ma non superiore al 25% del fatturato annuo.

Prestiti 100% garantiti da 25.000 euro, devi avere almeno 100 mila euro di ricavi

Quindi, per rendere l'idea, per ottenere un prestito di 25.000 euro occorre aver dichiarato al Fisco un fatturato di 100.000 euro, ovverosia un livello di ricavi annui che sostanzialmente taglia fuori tantissime partite Iva.

Dl liquidità, le banche possono aggirare il decreto del Governo?

Oltre alla beffa del 25% dei ricavi per i piccoli imprenditori, tra le pieghe del Dl liquidità ci sono condizioni tali che per le banche potrebbe essere semplice aggirare il decreto. Questo è quanto infatti, tra l'altro, ha riportato ilfattoquotidiano.it in virtù del fatto che dai prestiti garantiti dallo Stato potranno essere tagliate fuori tante imprese, ed in particolare quelle che, per esempio, sono in sofferenza, con partite incagliate e/o con esposizioni scadute e/o sconfinanti.