Prestiti alle imprese fino a 25.000 euro garantiti al 100%: l'Abi, ha inviato una nuova circolare nella quale riferisce che espressamente che l’inizio del rimborso non avvenga prima di 24 mesi dall'erogazione e che non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, anche nella forma dello scoperto di conto corrente: la compensazione determinerebbe un avvio del rimborso prima dei 24 mesi, facendo decadere la garanzia.

Tale divieto di compensazione si applica anche per chi utilizza la sospensione prevista dall’art. 56 del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020: anche in questo caso, è vietato l’utilizzo del nuovo finanziamento per ridurre un’esposizione preesistente sul conto corrente perché determinerebbe un avvio del rimborso prima del termine dei 24 mesi.

Prestiti e finanziamenti fino a 25.000 euro: le istruttorie

E' importante ricordare che per ottenre il prestito fino a 25.000 euro è sufficiente una semplice autocertificazione dei propri redditi. Il prestito, che gode della garanzia totale dello Stato, quindi dovrebbe percorrere una via velocizzata per arrivare all'erogazione del finanziamento. Lo scopo è quello, infatti, di dare liquidità immediata alle imprese, che stanno attraversando un momento molto difficile a causa dell'emergenza coronavirus.

Stando alle prime indicazioni ufficiali, non si dovrebbero presentare la dichiarazione dei redditi o l'ultimo bilancio. Le banche, quando privati professionisti o imprese chiedono un prestito, per poterlo concedere hanno la necessità di molti documenti: tra questi rientrano i bilanci degli ultimi due, la regolarizzazione contributiva (DURC), gli ultimi F24 pagati. La richiesta di questi documenti comporta che la pratica per istruire il prestito sia molto lunga: il nuovo provvedimento ha voluto proprio sanare questo problema, e al posto di tutta la documentazione prevede che ci sia un'unica e semplice autocertificazione.

Ricordiamo, inoltre che i prestiti fino a 25.000 euro sono completamente ed interamente garantiti dallo Stato, che si appoggia sul Fondo Centrale di Garanzia Pmi. Quanti hanno intenzione di accedere a questa formula, possono comunque vada chiedere un ammontare massimo pari al 25% del proprio fatturato (si fa riferimento a quello registrato nel 2019).

Prestiti: le garanzie per le banche

Il rilascio delle garanzie a favore delle banche – già accreditate o che ne faranno richiesta – avverrà online attraverso il portale dedicato “Garanzia Italia” sviluppato da SACE, dove gli istituti di credito potranno inserire le proprie richieste e ottenere le relative garanzie, controgarantite dallo Stato, in tempi brevi. Ad esempio, per la “procedura semplificata” (dedicata alle imprese con fatturato in Italia inferiore a 1,5 miliardi di euro e con numero di dipendenti, sempre in Italia, inferiore a 5.000) e per tutti i finanziamenti di importo fino a 375 milioni di euro avverrà entro le 48 ore.

L'Abi ricorda comunque che le banche dovranno effettuare una istruttoria secondo quanto previsto dalla regolamentazione vigente sulla base di quanto dichiarato dall’Impresa Beneficiaria. Il portale di SACE è stato pensato come un percorso digitale, semplice e veloce, in grado di ricevere e gestire richieste per operazioni singole o multiple, consentendo di effettuare i controlli di conformità sui documenti in maniera automatizzata. Tutto ciò con l’obiettivo di fornire alle imprese nel minor tempo possibile la liquidità necessaria a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Oltre al portale “Garanzia Italia” dedicato alle banche, sul sito www.sacesimest.it/garanziaitalia è a disposizione di banche e imprese un simulatore che offre - a seguito dell’inserimento di alcuni parametri economici e finanziari dell’azienda relativi al bilancio 2019 - una prima indicazione dell’importo finanziabile e delle diverse tipologie di garanzie previste dal Decreto Liquidità.

Prestiti e cassa integrazione: alcune novità

Sempre l'Abi ha provveduto ad inviare una nuova circolare a tutte le banche italiane. In questo documento vengono forniti chiarimenti applicativi per la richiesta di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga.

All’atto della domanda di anticipazione dell’assegno di cassa integrazione in deroga il lavoratore deve far avere alla banca e al datore di lavoro il modulo B3, di cui alla Convenzione, nel quale è indicato l’Iban del conto corrente su cui verrà accreditato l’assegno di CIGD oppure dovrà fornire alla banca l’attestazione del datore di lavoro di aver provveduto a inserire tale indicazione nelle comunicazioni inviate per via telematica all’INPS.

Per agevolare la presentazione delle domande, le banche possono ritenere sufficiente l’impegno contenuto in una dichiarazione firmata dal lavoratore e dal datore di lavoro. Nella documentazione prevista dalla Convenzione, per la domanda di anticipazione della cassa integrazione in deroga, non è previsto che il lavoratore presenti alla banca il modello “SR 41”. Alcune Regioni hanno provveduto – in collaborazione con l’ABI – a misure per agevolare le anticipazioni dell’assegno della cassa integrazione in deroga, quali specifici fondi di garanzia oppure la possibilità per le Banche di conoscere l’elenco dei datori di lavoro richiedenti o già autorizzati ad usufruire della cassa integrazione in deroga.