Il sistema dei prestiti garantiti a privati e imprese è finalmente entrato a regime. Lo dice la Banca d’Italia, secondo cui la percentuale di prestiti erogati risulta in rapida crescita rispetto ai tre mesi compresi tra il 17 marzo e il 16 giugno, periodo in cui è stato dato i via libera, finora, a 469mila prestiti fino a 25mila euro, e quindi garantiti al 100%, per un totale di 11,7 miliardi di euro.

Prestiti garantiti, vi spieghiamo i ritardi delle banche e perché si sono "sbloccate"

Tre mesi sono passati. Ma, finalmente, a quanto pare, gli strumenti varati dal governo con i Decreti Liquidità e Cura Italia sono diventati al 100% operativi. Un po’ tardi. Questo è evidente, ritardo parzialmente recuperato dall’autocertificazione e da una lettera firmata Banca d’Italia con cui l'istituto ha provato a dare la scossa alle banche, troppe, che si sono mostrate sin da subito molto rigide (perché impreparate) sul fronte dei prestiti garantiti dal Fondo per le Pmi, ma anche per le moratorie sui mutui e le richieste di finanziamento garantito dalla Sace.

Tutti servizi messi a disposizione dal governo che avrebbero portato con sé numeri importanti per quanto riguarda le richieste, e quindi, di conseguenza, anche le tempistiche, rivelatesi eccessivamente lunghe.

Smart working improvvisato per le banche tra i motivi dei ritardi dei prestiti garantiti

I motivi di questo immobilismo? Svariati. Mole di lavoro eccessivo per le banche, che hanno accusato anche le burocrazie interne legate alle verifiche, in un periodo in cui il governo stesso ha spinto con forza all’adozione dello smart working in tempistiche impossibili da rispettare. Tradotto: un lavoro agile programmato in fretta e furia non può garantire un'efficienza sul lavoro del 100%.

Insomma, lo smart working si sta rivelando inefficace non solo per i privati e per gli statali, ma anche per le banche. Il risultato? Al 20 di maggio, i prestiti garantiti oltre i 25mila euro accettati erano solo il 24,1% delle richieste totali. Sostanzialmente meno di 1 richiesta su 4 accettata: su 48.252 domande hanno ricevuto il via libera solo 11.663. I dati sono forniti dalla Commissione parlamentare delle Banche. 

Moratorie sui mutui più veloci dei prestiti garantiti. Ma il tempo sta scadendo

Un altro po’ di numeri per fotografare ancora meglio la situazione. Le domande arrivate al fondo di garanzia per le piccole medie imprese sono 640.000. Poi ci sono le moratorie sui mutui: le richieste superano i 2,6 milioni. da questo punto di vista si va più spediti, dal momento che l’87% delle domande è stata evasa, solo il 2% è stato respinto mentre il resto è in corso di valutazione. In questo caso dunque numeri che sembrano virtuosi, ma neanche troppo se si considera che la fine della moratoria è prevista in sei mesi.

Insomma, a settembre il rischio è ritrovarsi nuovamente in braghe di tela, e questo vale sia per i privati sia per le imprese. Il governo ha garantito che sul tavolo c'è già, allo studio, l'estensione della moratoria oltre il mese di settembre, con la promessa che imprese e pmi non verranno abbandonate a ulteriori oneri. Si parla di una cifra complessiva di 277 miliardi di euro, in più vanno aggiunti i 7,3 miliardi di euro di richiesta di finanziamento garantito dalla Sace. 

Prestiti garantiti, ecco di quanti soldi stiamo parlando

I prestiti garantiti alle imprese sono invece stati concessi per due terzi rispetto alle domande ricevute. In tutto 849.000 tra pmi, autonomi e professionisti. I soldi in ballo sono 54 miliardi mentre le domande di garanzia delle banche (in pratica il via libera alle domande di finanziamento), negli ultimi tre mesi, nella fascia tra metà marzo e metà giugno, sono 645.985.

In euro, il valore efettivo di queste richieste è di circa 43 miliardi. Di questi, come detto, 11,7 miliardi sono i prestiti fino a 25mila euro, e quindi quelli garantiti al 100%, per un totale delle domande che ammontano a 580mila.

Prestiti garantiti sbloccati: ecco cosa ha accelerato il sistema di erogazione

A sbloccare l'ingorgo delle domande potrebbe aver contrinuito anche la conversione in legge del decreto liquidità e le novità approvate ieri dalla Commisione Europea. In pratica è stato alzata la soglia a 30mila euro dei prestiti garantiti al 100%, mentre la durate dei prestiti è stata allungata da 6 a 10 anni. Nulla di nuovo in verità, si parlava giù da tempo di queste modifiche ed erano già state annunciate. In questo caso però si tratta del via libera definitivo, che inevitabilmente porterà ad accelerare determinati meccanismi burocratici.

A tal proposito, l'Abi ha comunicato che per richiedere l'estensione del finanziamento occorre inviare al gestore del fondo una richiesta di conferma della garanzia già concessa. Se invece occorre un finanziamento nuovo, ad hoc, servirà ancora una volta l'autocertificazione. Tanto bistrattata nella fase 1, elemento chiave nella fase 2 per accelerare le procedure in questo caso specifico, poiché esclude controlli che non riguardino l'antimafia, quantomeno per i nuovi clienti.