L'importo massimo finanziabile dei prestiti garantiti dallo Stato sale da 25.000 a 30.000 euro. La durata del rimborso (con garanzia al 100%) si estende dai 6 ai 10 anni. Con l'eccezione dei prestiti fino a un massimo di 800 mila euro garantiti dallo Stato fino all'80%: le tempistiche per il rimborso, in questo caso, potranno arrivare a un massimo di 30 anni. Queste sono le novità inerenti all'aggiornamento del Decreto Liquidità attraverso diversi emendamenti inseriti all'interno del più recente Decreto Rilancio.

Prestiti garantiti, dopo Fca altre grandi aziende ci stanno pensando

I piccoli imprenditori hanno preso appunti. Ma anche le grandi società. Che infatti stanno iniziando a muoversi per ottenere in prestito liquidità immediata "protetta" dalla garanzia dello Stato.

Ma se le pmi possono ambire soltanto a somme modeste, che non superano i 30.000 euro, in questo caso si tratterebbe di importi imponenti, sulla scia della maxirichiesta di Fiat Chrysler Automobiles. Una mossa, quella di Fca, che ha fatto e sta facendo tuttora discutere.

Lo farà ancora, probabilmente con una tensione ancora maggiore, perché nuove, grandi realtà imprenditoriali del nostro paese si stanno affacciando alla finestra per sondare la disponbilità di ricevere in prestito garantito cifre a nove zeri.

Prestiti garantiti, troppi ritardi! L'allarme dei piccoli imprenditori

Niente di male, almeno sulla carta. Il problema è che nel frattempo le domande dei piccoli imprenditori al fondo di garanzia fino a 25.000 euro, tetto massimo prima dell'aumento deciso in zona Cesarini, continuano ad aumentare. Hanno superato quota 300mila ed è un numero che aumenta assieme alle segnalazioni inviate dai clienti delle banche alla Commisione bicamerale d'inchiesta e Bankitalia. Segnalazioni negative, ovviamente, tra ritardi, extradocumentazioni richieste, policy che precludono i finanziamenti e istruttorie in alcuni casi non previste.

Insomma, da una parte i piccoli imprenditori fanno fatica a ottenere i prestiti, dall'altra le grandi aziende si stanno facendo avanti per ottenere, in tempi rapidi, importi decisamente superiori che potranno restituire senza alcuna fretta.

Autostrade per l’Italia (e non solo) punta al maxiprestito come Fca

Autostrade per l’Italia. Autogrill. Aeroporti di Roma. Benetton. Ovs. Fincantieri. Eataly, Magneti Marelli, Costa Crociere e Alpitour. Queste alcune delle aziende che si starebbero muovendo sulla stessa linea di Fca, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano. Com’è evidente, le big dell’economia italiana orientate a chiedere un prestito garantito dallo Stato sono in forte crescita. Ed è chiaro che, parallelamente al numero di aziende che ricorrono a questa soluzione, cresceranno anche le polemiche, soprattutto quelle politiche.

Ancora polemiche su Fca: Elkann dà l'ok all'incasso del dividendo Psa

L’ultima polemica peraltro risale proprio a stamattina. John Elkann infatti ha dato il via libera agli azionisti per l'incasso del dividendo straordinario, derivante dalla fusione con Psa, pari a 5,5 miliardi di euro. Un via libera che non è piaciuto a diversi esponenti del Parlamento, che avevano chiesto in più occasioni di fermare tale operazione, e quindi la rinuncia alla cedola per la maxi operazione con Peugeot come uno dei paletti proprio nell’ambito della richiesta del prestito garantito, previsto peraltro dalle normative contenute nel vecchio decreto liquidità.

Benetton, quasi 2 miliardi di prestiti garantiti come obiettivo?

Si diceva di Autostrade per l’Italia: i soldi che potrebbe chiedere in prestito garantito dallo Stato si aggirerebbe attorno agli 1,2 miliardi di euro, cifra poco meno di un sesto inferiore alla richiesta di Fiat Chrysler Automobiles. Tuttavia in ballo ci sarebbe molto di più a livello di liquidità.

Perché la famiglia Benetton, che controlla Autostrade per l'Italia, sta valutando la possibilità di rivolgersi alle banche per prestiti garantiti, o “assicurati”, per un totale di quasi due miliardi.

Duecentocinquanta milioni sarebbero i soldi destinati ad Autogrill, stesso ammontare per quanto riguarda Aeroporti di Roma mentre 150 milioni potrebbe essere la somma a cui la catena di abbigliamento Benetton potrebbe puntare. Per un totale di ulteriori 650 milioni di euro, che sommati agli 1,2 miliardi già segnalati per Aspi diventerebbero, per l’appunto, quasi 2 miliardi. Che poi sarebbe la cifra molto vicina al patrimonio totale di Giuliana e Luciano Benetton, stimato da Forbes, nella classifica 2020, attorno ai 2 miliardi di dollari ciascuno.

Prestiti garantiti, anche le grandi aziende non possono chiedere più del 25% del fatturato

Le cifre sono state valutate in base a quanto effettivamente, stando al Decreto Liquidità, ogni compagnia è autorizzata a chiedere, calcolando il 25% del proprio fatturato realizzato in Italia, che è il massimo della garanzia statale Sace cui un’azienda può puntare. Autogrill fattura un miliardo (da qui la cifra stimata di 250 milioni). Benetton Abbigliamento fattura invece circa 600 milioni. E l'azienda concorrente Ovs sarebbe invece orientata a chiedere un prestito garantito da 100 milioni di euro.

M5S: "No al prestito garantito di 1,2 miliardi a chi gestiva il ponte Morandi"

Tensioni per Fca. Tensioni anche per Autostrade per l’Italia, quantomeno a livello politico. Perché il crollo del ponte Morandi di Genova viene ancora associato inevitabilmente ad Aspi, che da due anni ne gestisce la manutenzione. E Movimento Cinque Stelle è il primo partito ad aver chiesto immediatamente il ritiro delle concessioni alla società controllata dalla famiglia Benetton.

L’idea che la società, per molti colpevole del disastro di Genova, chieda 1,2 miliardi in prestito allo Stato proprio non va giù al partito pentastellato. In particolare si è esposto il viceministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia. No grazie”. 

Le aziende che vogliono (e che non vogliono) il prestito garantito

Come detto, ci sarebbero anche altre aziende interessate al prestito garantito dallo Stato. Nell'elenco ci sono Fincantieri, Eataly, Magneti Marelli, Costa Crociere e Alpitour. Da segnalare invece altri gruppi italiani che non prevedono alcuna richiesta di accedere ai prestiti a granzia pubblica, tra cui Essilorluxottica, Campari, Tim, Pirelli, Brembo e Mediaset.