Prestito veloce 1000 euro, drammatica corsa alla sopravvivenza

Corsa alla sopravvivenza al banco dei pegni. Sfamare la famiglia con il credito su pegno, ultima spiaggia aspettando aiuti di stato come il reddito di emergenza che tardano ad arrivare. Andare al banco dei pegni significa infatti ottenere denaro veloce, ma anche lasciare oro, quadri, argenteria ed altri oggetti preziosi sperando di poter tornare poi a riprenderli. Bonus e aiuti di Stato, non tutto è andato per il verso giusto.

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In Italia si stanno rivedendo scene tipiche del secondo dopoguerra. Dopo due mesi di lockdown, infatti, molte famiglie allo stremo stanno accedendo a prestiti veloci fino a 1.000 euro per sbarcare il lunario. E nel farlo le famiglie stanno impegnando gli oggetti preziosi al fine di reperire liquidità in accordo con quanto è stato riportato dal sito notizieora.it.

Corsa alla sopravvivenza al banco dei pegni

Si segnala infatti una drammatica corsa alla sopravvivenza mettendosi in fila al banco dei pegni al fine di ottenere subito liquidità per soddisfare le esigenze familiari primarie. E nel farlo vengono messi in pegno oggetti preziosi che hanno pure un elevato valore affettivo.

Sfamare la famiglia con il credito su pegno

Il credito su pegno, in questa fase critica a livello sanitario ed economico, rappresenta sostanzialmente la strada più veloce per avere soldi in tasca aspettando aiuti di Stato come il reddito di emergenza. E questo anche perché chiedere ed ottenere anche solo 1.000 euro di prestito in banca o alla Posta richiederebbe un tempo troppo lungo se il bisogno è quello di sfamare la famiglia.

Andare al banco dei pegni significa ottenere denaro veloce, ma anche lasciare oro, quadri, argenteria ed altri oggetti preziosi sperando di poter tornare poi a riprenderli nel momento in cui le difficoltà a livello economico saranno alle spalle.

Bonus e aiuti di Stato, non tutto è andato per il verso giusto

L'esplosione del credito su pegno dimostra come i bonus e le indennità, finora varate del Governo, non siano state sufficienti per arginare la crisi economica e finanziaria delle famiglie a causa della pandemia di coronavirus. E questo anche perché, dal reddito di emergenza che ancora non è ufficiale, ai ritardi nel pagamento della cassa integrazione, è chiaro che non tutto è andato per il verso giusto.