Citi ha fiducia nella politica italiana ed è perciò convinta che il governo non presenterà nessun piano di spesa che possa andare oltre il 2% del deficit-PIL.

I titoli da preferire ed evitare

"Nonostante l'incertezza politica e il recente rallentamento delle esportazioni, i fondamentali rimangono positivi"

hanno affermato gli analisti. A questo si aggiunga il fatto che, presentando un bilancio che rientra ancora nei parametri di Bruxelles, si allenterebbe la tensione con l'Europa e la ripresa economica della nazione potrebbe continuare, seppur a ritmi molto più lenti. Per questo nel caso si voglia puntare sulle azioni tricolore, meglio privilegiare quelle che generano la maggior parte delle loro entrate all'estero. Tra i nomi, i preferiti sono: Prysmian, Fineco, Moncler e Ferrari. Da evitare: Telecom Italia, ERG e Mediaset.

Guardando all'immediato, per la precisione all'ultimo periodo del 2018, da Citi avvisano circa il possibile ripetersi di una situazione molto simile a quella vista sia nel 2011 che nel 2014: dopo una forte debolezza si prospetta un ritorno alla corsa.

Le previsioni per il 2018

Prospettive di una serie di aumenti della spesa pubblica, tensioni tra il governo Lega-M5S e Bruxelles per il rispetto dei parametri di bilancio imposti e mal digeriti dai nuovi eletti, un debito pubblico che, in teoria, è al limite (o forse oltre) la sostenibilità, hanno portato gli investitori ad adottare un approccio più che cauto, soprattutto dopo le difficoltà viste immediatamente dopo le elezioni, per la formazione di un governo. Le prime conseguenze sono state un calo del 7% sul Ftse Mib da inizio anno. Non solo, ma sullo sfondo resta ancora aperta la questione migranti, questione che potrebbe essere il grimaldello che potrebbe provocare una crisi nel cuore dell'Europa. Ma proprio ieri Tina Fordham analista di Citi ha confermato la fiducia nel prossimo futuro del listino italiano, nonostante la mancanza di un chiaro risultato elettorale.