Se le Banche centrali decideranno le sorti dei mercati ancora per lungo tempo allora vuol dire che l’azionario ha ancora margini di crescita. Wall Street magari un po’ meno visto che ormai il tapering è realtà certa, magari ancora un po’ posticipata ma obbligatoria al massimo nel 2014, per l’Europa invece il discorso è diverso.

Le previsioni di Credit Suisse

Per gli esperti di Credit Suisse c’è ancora una forte ripresa in vista per i listini del Vecchio Continente. Non solo, ma a contribuire maggiormente saranno proprio i periferici in primis Roma e Madrid, piazze dal futuro interessante. E l’ultima seduta potrebbe essere stata il primo esempio. Questo perchè, oltre naturalmente alla strategia di Draghi in quadro macro, adesso si parla di una serie di titoli sottovalutati. Per il primo punto si considera la scelta (finalmente) di tagliare i tassi nella speranza (forse) di favorire un flusso di credito che arrivasse all’economia reale. A prescindere dal risultato (sul quale in molti iniziano a nutrire dubbi) non si può negare che la disponibilità di credito nei prossimi mesi sarà presente e cospicua.

I segnali di ripresa

Una serie di segnali di ripresa per l’Europa erano già stati avvertiti dall’inizio dell’anno anche se in maniera troppo entusiasta, dagli esperti di Goldman Sachs, i quali, nei giorni scorsi, non hanno potuto evitare un “mea culpa” non tanto nell’individuazione del target (quello in effetti era giusto), quanto nella forza della sua ripresa: un ottimismo eccessivo scaturito da un freno creatosi negli anni della crisi e dalla assoluta voglia di ritornare a crescere.

MA si sa per certe cose le basi devono essere forti soprattutto nel caso dell’Europa. Infatti dopo una lunga malattia (la crisi) il degente (l’Europa) si ritrova indebolito (molto) e prostrato: per tornare in piedi , pur recuperando le forze, deve assolutamente riuscire ad “allenarsi” gradatamente. MA le potenzialità ci sono tutte e le speranze di un margine di rialzo del 25% riguarderanno soprattutto i cosiddetti Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).