L'economia globale si trova in una fase di delicato equilibrio che rischia di crollare definitivamente in caso di un passo falso che potrebbe arrivare da qualsiasi parte: una mossa troppo anticipata da parte delle banche centrali o l'inasprirsi della disputa commerciale Usa-Cina (o qualsiasi altra nazione).

La situazione internazionale

Ne è convinto Michael O'Grady, amministratore delegato e presidente della Northern Trust che ha aggiunto

"È difficile prevedere da dove verrà la prossima crisi, quindi penso che sia molto più importante essere preparati, indipendentemente da dove provenga. Su questo fronte, penso che il sistema si trovi in una forma migliore di quanto non fosse prima della crisi mondiale”

Chi invece si trova in acque un po' più tranquille è il sistema finanziario statunitense, paradossalmente centro della crisi esplosa 10 anni fa con il fallimento di Lehman Brothers.

La ripresa è ancora intatta e l'inflazione è stata tenuta sotto controllo, ma le banche centrali devono riuscire a destreggiarsi tra l'attuale situazione e la necessità di uscire da una decennale serie di stimoli finanziari. La prima a intraprendere questa strada è stata la Federal Reserve che già da oltre un anno sta aumentando i tassi di interesse e ha concluso il suo programma di acquisto di obbligazioni, mentre la Banca centrale europea dovrebbe interromperle alla fine di quest'anno, sebbene il rincaro del costo dell'euro è stato rimandato al 2019.