Il Fondo Monetario Internazionale è tronato ad esprimersi e, questa volta, sulle previsioni dell’anno attuale e futuro sul Pil nazionale e mondiale. In alto le stime per il mondo e in basso l’attrattività dell’Italia che, ancora una volta, vede abbassarsi il proprio livello di credibilità su larga scala.
Il 2014, insomma, dovrebbe riservare piacevoli sorprese che, a detta delle previsioni tratte dal World Economic Outlook dell’Autorità nazionale, si manifesteranno in una crescita del Prodotto interno lordo globale del 3,7%, in rialzo di 10 BP; per le economie più avanzate, inoltre, tale stima è stata rivista a rialzo da un iniziale livello del 2%, ad un attuale 2,2%, mentre le economie emergenti sono state confermate in crescita, attorno ad una percentuale del 5,1.
2014 e non solo: se iniziare a proiettarsi verso una chiusura d’anno positiva aiuta ad affrontare le difficoltà del tragitto con un approccio più fiducioso, la stima di un Pil al 3,9% nel 2015, arriva come ciliegina su una marea di panna montata. Dopo aver rilevato un dato sul 2013 bloccatosi al 3%, il Fondo Monetario Internazionale ha svelato come, nel futuro biennio, si potrà assistere ad una ripresa dell’economia mondiale trainata non più dai soli Paesi Emergenti, ma anche dal ripristino del tessuto finanziario delle economie avanzate.

Positività ma con moderazione

Una ripresa che, sebbene stampi un sorriso su viso degli investitori più confident, solleva ancora le perplessità di una schiera di soggetti che, allo stato attuale dei fatti, non vedrebbero l’effettiva uscita dalla fase di crisi e recessione in atto. Ad avvalorare tale pensiero è intervenuto l’economista Oliver Blanchard, il quale ha utilizzato le parole “debole e differenziata” per descrivere la ripresa dei diversi, singoli, Paesi, che starebbero gettando ora le prime basi per una risalita (attesa più forte negli Stati uniti che non in Europa).