L'Europa teme un escalation sulla questione Italia e il dubbio potrebbe essere confermato dai numeri. Nello specifico quelli dei rendimenti dei titoli di stato a dieci anni che, paragonati tra loro, vedono l'Italia piazzarsi al non invidiabile secondo posto della classifica. Al primo posto: la Grecia. Va meglio, invece, per Portogallo e Spagna che si piazzano rispettivamente con 1,95 e 1,59% mentre Atene arriva sul decennale a 4,64%. Per quanto riguarda l'Italia, invece, aleggia sul 3,5%.

Debito e Spread

Per questo motivo i titoli di stato tricolore sono visti sempre di più come fonte di rischio e l'Italia è diventata una delle principali preoccupazioni per gli investitori nelle ultime settimane. Pesa, non poco, il debito pubblico da 2.300 miliardi di euro e soprattuto spaventa anche l'approssimarsi del rientro, da parte della Bce, dei vari piani di stimolo monetario e del QE che finora ha permesso, con tassi artificiosamente calmierati, di rendere più agevole, per Roma, la gestione del debito. Altra incognita è lo scontro, sempre più certo, tra Roma e Bruxelles: la manovra espansiva, infatti, trova pieno appoggio nel Parlamento italiano, il che fa presupporre che il governo, almeno teoricamente e guardando solo ai numeri che offrono le Camere, non dovrebbe avere grandi problemi nel farla approvare. Diverso è invece il discorso con l'Europa che ha già fatto sapere di non accettare il piano presentato dall'esecutivo: non più tardi di venerdì scorso, infatti, la Commissione europea ha dichiarato che i piani di spesa italiani suggeriscono una "deviazione significativa" da ciò che l'Italia aveva accettato lo scorso luglio. I nuovi obiettivi di spesa indicano un disavanzo dello 0,8% del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 contro lo 0,6% pattuito.