Dopo le rassicurazioni del governatore della Federal Reserve Jerome Powell arrivate durante la sua l'audizione ieri al Senato su un'economia Usa forte e in grado di reggere un ulteriore aumento dei tassi di interesse, l(oggi sarà alla Camera dei Rappresentanti per la presentazione del Monetary Policy Report), le Borse hanno visto una tipeida iniezione di fiducia che però non ha riguardato Piazza Affari, unico segno meno alle 13 (-0,09% con 21.958 punti). 

Il fattore Usa

Il focus è sulle prospettive dell'economia Usa, prospettive di solidità sul settore lavoro (ovviamente sempre sull'orizzonte statunitense) e di un trend inflattivo incoraggiante, sempre a detta dello stesso Powell. In molti, però, hanno da tempo iiziato a guardare con timore alla famigerata curva dei rendimenti come possibile avvertimento di una recessione in arrivo: nello specifico i rendimenti dei titoli di stato Usa a dieci anni si stanno pericolosamente avvicinando a quelli dei due anni, fenomeno che solitamente ha sempre contraddistinto l'inizio di una crisi e la percezione, da parte degli investitori, di pericoli a breve termine. Ebbene anche in questo caso Powell ha voluto rassicurare sul fenomeno, da lui giudicato come assolutamente normale dal momento che al Fed ha considerato le proiezioni Fed Funds sopra il 3% per la fine del 2020, il che, con un tasso naturale al 2.9% porta ad un conseguente appiattimento della curva in parallelo agli apprezzamenti dei rialzi da parte del mercato. 

Gli analisti però temono che il mercato non si stia rendendo conto di quello che potrebbe accadere già il prossimo anno con una serie di rialzi che per Rbc potrebbe arrivare a 4 (ognuno di 25 punti base) contro l'unico che il consensus darebbe per certo. Sulla base di questo, però, di particolare importanza è la prossima pubblicazione (questa sera h.20 ora italiana) del Beige Book che per gi esperti sarebbe la conferma definitiva del buono stato di salute economica di Washington ma anche dei timori legati alla guerra dei dazi.