Dicembre, tempo di bilanci e di previsioni. Anche sui mercati. Di qualche giorno fa le considerazioni del World Economic Forum sui megatrend che hanno caratterizzato questo 2018: emergenza climatica, disuguaglianze sociali e cybersicurezza.

Di qualche ora fa, invece, le scommesse molto improbabili ma non impossibili, ideate da Saxo Bank. Come ogni dicembre.

Italia

Italia in primo piano. In effetti, viste le ultime vicende del nostro paese non sembra una scommessa al limite dell'impossibile, quello però elaborato da Saxo Bank appare uno scenario estremo. La crisi italiana sul debito pubblico e le difficoltà legate al suo rifinanziamento si sommerebbero ai timori, un questo caso concreti, di un contagio a tutti i paesi del Vecchio Continente e non solo più quelli periferici. A questo punto il rischio sarebbe troppo grosso per non spingere la Bce ad entrare direttamente nella questione, garantendo una sorta di amnistia per i debiti di lunga data eccedenti il 50% del rapporto debito/Pil con Eurobond a garanzia del resto. Il tutto magari affiancato anche da altre misure a favore del sistema bancario in stile Ltro, proprio quando Francoforte si era invece indirizzata verso uno stop delle politiche di stimolo.

Brexit

Altra predizione non impossibile (e vedendo le cronache anche probabile) un NO della Camera dei Comuni al testo sulla Brexit, con elezioni anticipate per Londra. Nessun accordo alla vigilia della data fatidica del divorzio ma anche una crisi politica che darebbe il via al tracollo in primis della sterlina. Se questo scenario potrebbe avere qualche possibilità di avverarsi, se non altro in vista dell'appuntamento dell'11 dicembre a Westmister, forse un po' meno le avrebbe la seconda parte della “pseudoprevisione”: l'arrivo di Jeremy Corbyn al governo. Un arrivo che, secondo le previsioni oltraggiose di Saxo, porterebbe con sé anche politiche di stampo socialista (reddito di cittadinanza in stile M5S direttamente finanziato dalla BoE, nazionalizzazione del settore ferroviario, politiche espansive) con conseguente esplosione dell'inflazione, parità del rapporto dollaro/pound e crollo di quest'ultimo del 20%.