Se venerdì scorso i mercati hanno festeggiato con un bel mini-rally l’apertura ufficiale della stagione americana delle trimestrali d’inverno, premiando risultati superiori alle attese delle prime banche che hanno comunicato i risultati del trimestre iniziale del 2019, ieri hanno subito una battuta d’arresto in conseguenza dei primi flop, sempre provenienti dal settore bancario.

Sono state Goldman Sachs e Citigroup a versare la prima doccia fredda sugli investitori, presentando entrambe ricavi in calo. Per Goldman sono scesi anche gli utili, mentre Citigroup li ha visti crescere lievemente, ma meno di quanto atteso dagli analisti. La delusione ha raffreddato gli entusiasmi e bloccato i principali indici USA, partiti sui massimi di venerdì, ma subito retrocessi e stabilizzatisi su una performance di giornata lievemente negativa.

Le Borse europee, quando sono arrivate le trimestrali deludenti erano reduci da una discreta mattinata, che aveva consentito ad Eurostoxx50 di migliorare ancora di qualche punto il massimo provvisorio del 2019 e al nostro Ftse-Mib di raggiungere anche il livello psicologico dei 22.000 punti. A motivare il rialzo, oltre all’effetto di trascinamento della performance americana di venerdì, c’era proprio il settore bancario, già venerdì artefice del mini-rally e ieri intento ad estendere il rialzo.

Potevano le borse europee snobbare i primi flop in arrivo dagli USA, oltretutto provenienti proprio da banche? No. Infatti il pomeriggio è ha visto un ridimensionamento delle performance, che sono rimaste lievemente positive sugli indici e sui principali titoli bancari, ma con vistosi colpi di freno rispetto al mattino.